Con il reboot HBO di Harry Potter in arrivo, c’è chi attende con impazienza l’inserimento delle scene escluse dai film originali. Ma c’è un altro aspetto, ben più urgente, che la serie deve affrontare: la rappresentazione squilibrata delle Case di Hogwarts. Per oltre vent’anni, le trasposizioni cinematografiche hanno perpetuato un modello semplicistico e polarizzante, dividendo il mondo magico tra buoni (Gryffindor) e cattivi (Slytherin), ignorando o sminuendo completamente Corvonero e Tassorosso.
Grifondoro non rappresenta il bene assoluto, così come Serpeverde non è sinonimo di malvagità. Ma nei film, questa distinzione si è cristallizzata. Personaggi come Peter Pettigrew, un traditore appartenente a Grifondoro, o Percy Weasley, che sostiene il Ministero contro la propria famiglia, dimostrano che anche tra i “leoni” ci sono lati oscuri. Eppure, queste sfumature sono state quasi completamente omesse.
Serpeverde è stata ridotta a un simbolo di ambizione corrotta. Harry stesso chiede di non essere smistato in quella Casa, e gli eventi della Camera dei Segreti alimentano il legame tra Serpeverde e il razzismo magico. Ma esistono personaggi che smentiscono questi pregiudizi: Severus Piton, pur controverso, compie scelte cruciali per il bene; Narcissa Malfoy salva Harry mentendo a Voldemort per proteggere il figlio. E poi ci sono figure mai rappresentate sullo schermo: Andromeda Tonks, ex Serpeverde che rinnega la propria famiglia e accoglie l’Ordine della Fenice in casa sua; o Regulus Black, che tenta di distruggere un Horcrux e si sacrifica.
Tassorosso e Corvonero, invece, restano praticamente invisibili. Cedric Diggory è l’unico Tassorosso rilevante nei film, e la sua morte arriva poco dopo l’introduzione. Tonks, Hufflepuff anche lei, non viene mai collegata alla sua Casa. Ravenclaw è rappresentata quasi esclusivamente da Luna Lovegood: personaggio amatissimo, ma isolato. Cho Chang è presente, ma poco approfondita; Padma Patil, Ravenclaw nei libri, è stata arbitrariamente spostata in Gryffindor nei film. Un’intera dimensione dell’universo narrativo è stata compressa in nome della semplicità.
La nuova serie ha un’occasione d’oro. Non serve riscrivere i libri, ma basta dare spazio a personaggi secondari già esistenti e valorizzare i momenti che raccontano la complessità delle Case. Dare risalto a Tassorosso e Corvonero nella resistenza contro Voldemort (basti pensare ai membri dell’Esercito di Silente come Ernie Macmillan o Anthony Goldstein), sfumare il dualismo tra lealtà e oscurità, e mostrare che il coraggio non è esclusiva di Grifondoro, né l’ambizione un peccato riservato ai Serpeverde.
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Fonte: Collider
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