L'abbiamo dimenticata troppo in fretta, ma questa serie riuscì a raccogliere l'eredità de I Soprano
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L’abbiamo dimenticata troppo in fretta, ma questa serie riuscì a raccogliere l’eredità de I Soprano

16 anni fa esordiva uno show capace di fare da apripista a molte acclamate serie entrate di diritto nella cultura pop

L’abbiamo dimenticata troppo in fretta, ma questa serie riuscì a raccogliere l’eredità de I Soprano

16 anni fa esordiva uno show capace di fare da apripista a molte acclamate serie entrate di diritto nella cultura pop

un frame della serie HBO Boardwalk Empire

Nel 2007, quando l’acclamata serie I Soprano arrivò definitivamente a conclusione, HBO si ritrovò davanti alla sfida tutt’altro che semplice di trovare il degno erede dello show che più di ogni altro aveva contribuito a definire il nuovo standard qualitativo e narrativo della serialità televisiva.

La risposta arrivò il 19 settembre 2010 con Boardwalk Empire, ambizioso drama in costume creato da Terence Winter, già sceneggiatore proprio de I Soprano, e ambientato durante il Proibizionismo. A testimonianza dell’ambizione e delle aspettative che stavano nascendo intorno alla serie, l’episodio pilota vide alla regia nientemeno che Martin Scorsese, e arrivò a costare circa 18 milioni di dollari, all’epoca una cifra record per un episodio televisivo.

Al centro della storia troviamo Enoch “Nucky” Thompson, interpretato da Steve Buscemi, potente politico e influente uomo d’affari di Atlantic City il quale, esercitare il proprio potere attraverso la i rapporti politici, gli accordi sottobanco e una fitta rete di corruzione e traffici illeciti legati al proibizionismo, arriva a costruire un vero e proprio impero.

La serie poteva inoltre contare su un elemento narrativo particolarmente affascinante come l’inserimento nella trama di figure realmente esistite come Al Capone, Arnold Rothstein e Lucky Luciano, interpretati rispettivamente da Stephen Graham, Michael Stuhlbarg e Vincent Piazza, i quali prestano il volto a una versione ancora in giovane età dei celeberrimi gangster impegnati per l’occasione a muovere i primi passi nel mondo del crimine.

La première di Boardwalk Empire mise a segno ben 4,81 milioni di spettatori e la serie conquistò rapidamente il rinnovo per una seconda stagione, oltre a numerosi riconoscimenti, tra cui il Golden Globe a Steve Buscemi. Nel corso della sua storia arrivarono ben 57 nomination agli Emmy e 20 vittorie.

Nonostante l’indubbia qualità di scrittura che ne caratterizzò tutto il percorso narrativo, la serie finì per essere lentamente oscurata da altri fenomeni televisivi realizzati sulla falsariga dei nuovi, altissimi standard inaugurati da HBO. Mad Men e Breaking Bad contribuirono a ridefinire il concetto di “prestige television”, mentre nel 2011 il network lanciò Game of Thrones, destinato a diventare il nuovo gigantesco fenomeno della cultura pop. Con un’offerta sempre più vasta e variegata, un dramma storico più lento e riflessivo come Boardwalk Empire finì inevitabilmente per perdere parte della propria centralità.

Eppure basta riguardarla oggi per accorgersi di quanto sia invecchiata bene. La straordinaria ricostruzione della Atlantic City degli anni Venti, la fotografia e la cura scenografica conservano ancora un’impronta cinematografica, mentre il cast mette insieme interpreti del calibro di Michael K. Williams, Michael Shannon, Kelly Macdonald e Jack Huston.

Insomma, probabilmente il vero equivoco sorto nel tempo intorno alla serie riguarda proprio il modo in cui abbiamo percepito Boardwalk Empire, la quale ha pagato il suo status di show “apripista” di quella che si sarebbe poi rivelata una vera e propria età dell’oro dei drama televisivi, finendo poi per essere progressivamente messa in ombra da nuove produzioni altrettanto visionarie.

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Foto: HBO

Fonte: ComicBook

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