Lanterns ha scelto di raccontare il mondo delle Lanterne Verdi da una prospettiva molto diversa rispetto a quella tradizionalmente associata al personaggio. Hal Jordan e John Stewart sono sì membri di una forza di polizia intergalattica, ma nella serie HBO Max vengono calati soprattutto dentro un’indagine terrestre, tra atmosfere crime, segreti nascosti e una minaccia che sembra estendersi ben oltre il mistero iniziale. Ed è proprio qui che entrano in gioco i Manhunters, figure tutt’altro che secondarie nella mitologia DC e particolarmente adatte al tipo di storia costruita per la televisione.
La loro importanza per Lanterns non è frutto di una semplice teoria dei fan. Tom King, co-creatore della serie insieme a Damon Lindelof e Chris Mundy, ha raccontato che i Manhunters erano già presenti nella primissima versione del progetto immaginata durante la writers’ room organizzata da James Gunn e Peter Safran. Il concetto iniziale era estremamente semplice: Hal e John sarebbero arrivati in una cittadina americana trovandosi davanti a un mistero legato proprio ai Manhunters. Da quel nucleo sarebbe poi nata l’idea di contaminare Green Lantern con le suggestioni di True Detective e Training Day. Ma chi sono esattamente?
Tutto quello che dovete sapere sui Manhunters
Nella mitologia dei fumetti DC, i Manhunters sono i predecessori del Green Lantern Corps. Molto prima di affidare il mantenimento dell’ordine universale alle Lanterne Verdi, i Guardians of the Universe crearono un esercito di androidi con il compito di imporre la legge attraverso il cosmo. L’esperimento, però, fallì. I Manhunters svilupparono una propria interpretazione della giustizia e finirono per ribellarsi ai loro creatori, costringendo i Guardians ad abbandonare quel sistema e, successivamente, a costruire la struttura del Corpo delle Lanterne Verdi.
La DC colloca questo passaggio tra gli eventi fondativi della propria cosmologia: gli androidi furono creati dai Guardians, andarono incontro a un malfunzionamento e, nonostante fossero ritenuti sconfitti, molti di loro sopravvissero stabilendo basi e reti di influenza su diversi pianeti, compresa la Terra. La loro storia venne sviluppata soprattutto a partire da Justice League of America #140-141, pubblicati nel 1977, dove venne approfondita l’esistenza dell’antico ordine dei Manhunters.
La differenza rispetto alle Green Lantern è sostanziale. I membri del Corpo vengono scelti tra esseri senzienti capaci di superare la paura e utilizzano anelli alimentati dalla forza di volontà. I Manhunters sono invece macchine costruite per applicare la legge, prive di quel sistema morale individuale che permette a una Lanterna di interpretare situazioni complesse. È precisamente questa rigidità a renderli pericolosi: la giustizia diventa un processo automatico, nel quale il rispetto dell’ordine può assumere un valore superiore alla vita stessa.
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Storia, poteri e fumetti per conoscerli
Anche sul piano fisico si tratta di avversari particolarmente difficili da affrontare. I Manhunters sono androidi estremamente resistenti, dotati di forza sovrumana e tecnologie avanzate, capaci di operare nello spazio e di affrontare direttamente membri del Green Lantern Corps. Ma il loro elemento più inquietante non è necessariamente la potenza in combattimento. Nel corso degli anni hanno dimostrato soprattutto una straordinaria capacità di infiltrazione.
È qui che diventa fondamentale Millennium, crossover DC del 1988 scritto da Steve Englehart e disegnato principalmente da Joe Staton. La saga rivela che i Manhunters hanno disseminato sulla Terra una rete di agenti dormienti infiltrati nelle vite dei supereroi. Personaggi apparentemente insospettabili si rivelano collegati all’organizzazione, trasformando una minaccia cosmica in una storia fondata su sospetto, tradimento e identità nascoste. Tra gli agenti coinvolti nel crossover figurano anche persone molto vicine ai protagonisti dell’universo DC, tra cui il padre di Wally West, Lana Lang e la dottoressa Helga Jace.
È facile capire perché questa versione dei Manhunters sia particolarmente interessante per Lanterns. Una serie costruita come un’indagine ambientata nell’America rurale può sfruttare questi avversari in maniera molto diversa dal classico esercito robotico da affrontare in una battaglia spettacolare. Se chiunque può essere collegato ai Manhunters, ogni testimone, abitante o figura apparentemente marginale può diventare parte di un mistero più ampio. L’idea dell’infiltrazione permette così alla mitologia cosmica di Green Lantern di entrare perfettamente dentro il linguaggio del thriller investigativo scelto dagli autori.
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Il collegamento con John Stewart e Lanterns
Esiste inoltre un collegamento particolarmente importante con John Stewart. DC ha indicato Secret Origins #9tra le letture utili in preparazione alla serie proprio perché il fumetto approfondisce le origini di John e il suo rapporto con i Manhunters. Non si tratta quindi soltanto di nemici storicamente associati a Hal Jordan o ai Guardians: la loro presenza può toccare direttamente il percorso personale del personaggio interpretato da Aaron Pierre.
I Manhunters rappresentano infine qualcosa di più profondo nella mitologia delle Lanterne Verdi. La loro stessa esistenza ricorda che il Green Lantern Corps nasce dalle conseguenze di un precedente fallimento dei Guardians. Prima degli anelli, prima dei settori e prima dei Lantern umani, qualcuno aveva già provato a trasformare la giustizia in un sistema universale perfetto. Il risultato erano stati i Manhunters.
Proprio per questo sono antagonisti particolarmente adatti a Lanterns: non soltanto nemici da sconfiggere, ma il passato oscuro dell’istituzione alla quale Hal Jordan e John Stewart appartengono. E in una serie che parte come un’indagine su un crimine per arrivare progressivamente a qualcosa di molto più grande, difficilmente potrebbe esserci una minaccia più appropriata.
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