Per anni uno dei problemi più evidenti della cosiddetto DC Extended Universe è stato il tentativo di trovare un’identità comune prima ancora di trovare quella dei singoli personaggi. Film molto diversi sulla carta finivano spesso per parlare una lingua simile: Justice League, Wonder Woman, Aquaman e buona parte di quel ciclo dovevano convivere dentro uno stesso immaginario, con risultati alterni e una sensazione di uniformità che mal si adattava alla straordinaria varietà del catalogo DC. Il nuovo DC Universe sembra invece aver imparato una lezione che James Gunn conosce bene grazie alla sua esperienza alla Marvel: un universo condiviso funziona meglio quando non costringe tutte le sue storie a essere lo stesso film.
È stata una delle intuizioni decisive del Marvel Cinematic Universe nei suoi anni migliori. Captain America: The Winter Soldier ha assunto le forme del thriller politico e dello spy movie, Ant-Man quelle della commedia heist, Doctor Strange si è spinto verso la fantasia psichedelica, mentre Guardiani della Galassia ha trasformato l’avventura cosmica in una space opera comica e sentimentale. I collegamenti tra i film e le serie restano, ma sono ancora oggi i personaggi a determinare genere, ritmo e tono. L’universo era comune; il linguaggio no.
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È esattamente la direzione che James Gunn e Peter Safran sembrano avere scelto per il nuovo DCU. Superman, il film che ha dato il via ufficiale al nuovo ciclo di storie, è luminoso, sentimentale e apertamente idealista perché il suo protagonista rappresenta prima di tutto la speranza. Supergirl ha cercato una strada differente, più ruvida e disillusa, indipendentemente dalla riuscita complessiva dell’operazione. Peacemaker, invece, vive dell’assurdità, delle contraddizioni e del paradosso morale di Christopher Smith: sarebbe impensabile raccontarlo utilizzando lo stesso registro di Superman. E ora arriva Lanterns, che forse rende questa filosofia ancora più evidente.
I due protagonisti della serie appena iniziata su HBO Max, Hal Jordan e John Stewart, appartengono a un corpo di polizia intergalattico. Sono, nella definizione più elementare possibile, due poliziotti spaziali. La soluzione più interessante trovata dalla serie HBO è stata quindi quella di prendere sul serio proprio quella definizione: perché trasformare automaticamente Green Lantern in un gigantesco spettacolo cosmico quando è possibile costruire prima di tutto un poliziesco?
Lanterns parte da qui e porta Hal e John sulle strade del Nebraska, alle prese con un’indagine che mescola omicidio, segreti e minacce extraterrestri. La matrice è quella del buddy cop, ma filtrata attraverso suggestioni da crime televisivo prestigioso. Il riferimento a True Detective, evocato dagli stessi autori durante lo sviluppo, emerge soprattutto nel rapporto tra i protagonisti: due uomini profondamente differenti, costretti a studiarsi, diffidare l’uno dell’altro e procedere insieme dentro un mistero molto più grande di quanto inizialmente appaia.
Ed è proprio questa dinamica a essere stata individuata come uno dei maggiori punti di forza della serie. Le prime recensioni hanno elogiato soprattutto la chimica tra Kyle Chandler e Aaron Pierre e la scelta di mettere i personaggi davanti allo spettacolo. Il Green Lantern Corps, Sinestro, i Manhunters e la dimensione cosmica rimangono fondamentali, ma vengono progressivamente innestati su una struttura investigativa riconoscibile. Per alcuni critici questa scelta limita inevitabilmente la fantasia visiva concessa dagli anelli; per altri è esattamente ciò che permette a Lanterns di non sembrare l’ennesimo prodotto supereroistico costruito attorno alla CGI.
È il punto più interessante del nuovo DCU: Gunn non sembra interessato a trovare un tono capace di rappresentare tutto l’universo DC. Sta cercando qualcosa di più semplice e, potenzialmente, più efficace, ovvero trovare il tono giusto per ogni personaggio. Se Superman richiede un racconto sulla speranza, gli si costruisce intorno quello; se Peacemaker richiede una commedia violenta e paradossale, si segue quella direzione; e se le Lanterne Verdi sono poliziotti dello spazio, allora possono diventare protagoniste di un crime.
La lezione della Marvel non era che ogni film dovesse assomigliare a un film Marvel. Era esattamente il contrario e ora anche il suo più grande universo concorrente sembra averlo capito.
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