Si continua a discutere su The Hobbit di Peter Jackson. Un portavoce del regista infatti ha dichiarato al quotidiano New Zealand Herald che Warner starebbe valutando diversi modelli finanziari sui costi che comporta girare in differenti location e che una decisione in merito è prevista entro una o due settimane. Questo dopo alcune proteste sindacali che riguardavano il trattamento contrattuale degli attori neozelandesi reclutati per il film (invitati a boicottare la produzione), le cui riprese avrebbero dovuto svolgersi in Nuova Zelanda. E dopo l’incontro, avvenuto ieri, tra le unioni sindacali degli attori e l’associazione dei produttori neozelandesi Screen Production and Development Association, moderato dal Ministro dello sviluppo economico del paese Gerry Brownlee. L’incontro, al quale non era presente nessun rappresentante di Peter Jackson, non avrebbe però segnato alcun passo avanti per garantire alla Nuova Zelanda la sicurezza di ospitare le riprese de Lo Hobbit.

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