Ormai è passato parecchio tempo da quando, oltre un anno fa, la casa di produzione MGM ha annunciato la trasposizione cinemtografica de Lo Hobbit, il prequel de Il Signore degli Anelli. Ispirato al libro scritto nel 1937 da J.R.R. Tolkien, dal titolo Lo Hobbit o la riconquista del tesoro, il progetto sarebbe stato diretto da Peter Jackson (lo stesso regista della trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli) e avrebbe raccontato in due differenti pellicole (girate in Nuova Zelanda) l’avventura di Bilbo Baggins, lo zio di Frodo, alla ricerca assieme al “vecchio amico” Gandalf e ad un gruppo di 12 nani di un misterioso tesoro custodito all’interno della pericolosa Montagna Solitaria.

Poco tempo dopo l’annucio della pellicola, però, è arrivato il primo di una lunga serie di intoppi che hanno minato la lavorazione de Lo Hobbit: il regista Peter Jackson ha deciso di tirarsi indietro dal progetto. Dopo aver preso in considerazione diverse opzioni, tra cui anche Sam Raimi (La Casa, Drag Me to Hell), la casa di produzione ha affidato il posto vacante di regista a un altro “esperto” del genere fantasy, Guillermo del Toro, già noto per i due capitoli cinematografici di Hellboy e per The Orphanage. La risoluzione di questo problema, però, non è bastata ad assicurare l’inizio delle riprese: il film, infatti, ha successivamente subito ulteriori  ritardi dovuti a delle dispute legali riguardanti i la licenza de Il Signore degli Anelli e ad una serie di intoppi produttivi, legati alla notizia della possibile bancaraotta per MGM, la casa di produzione del film che ne hanno continuamente impedito la lavorazione.

Il dilatarsi dei tempi di realizzazione del film ha portato Guillermo del Toro ad abbandonare definitivamente il progetto; l’addio è arrivato accompagnato da una lettera ai fan, nella quale il regista messicano ha spiegato che la sua scelta è stata molto sofferta ma necessaria, in quanto i tempi di lavorazione estremamente lunghi l’avrebbe tenuto impegnato troppo tempo, impedendogli di vedere la sua famiglia e di potersi dedicare anche ad altri progetti. Lo Hobbit è rimasto così bloccato per diversi mesi, durante i quali MGM e l’altra casa di produzione Warner Bros. si sono dedicate alla ricerca di un nuovo regista, anche se recentemente Peter Jackson ha dato la sua disponibilità per ricoprire il ruolo.

Negli ultimi giorni il film ha, però, subito una ulteriore battutta d’arresto con la “rivolta” degli attori neozelandesi, i quali, durante i provini che Peter Jackson stava tenendo per scegliere il cast, hanno cercato di boicottare il progetto. La protesta è stata voluta dal SAG (il sindacato degli attori americani) e il MEAA (Media e Entertainment & Arts Alliance), che rappresenta gli attori australiani e neozelandesi: i due organi in questione hanno spronato tutti gli aspiranti a un ruolo nel progetto a non accettare un lavoro per Lo Hobbit, in quanto la pellicola viene realizzata all’esterno dell’Unione degli Attori, cioè assoldando professionisti non iscritti al sindacato. Jackson ha risposto alla “rivolta” affermando che è frutto di una mera strumentalizzazione del progetto da parte del MEAA per ampliare i propri iscritti e che avrebbe valutato la possibilità di spostare il set dalla Nuova Zelanda, verso qualche location dell’Europa dell’Est. Per concludere il tutto, l’ultimo atto della mledizione che ha colpito il progetto è stato registrato un paio di giorni fa: il set delle riprese è stato colpito da un incendio che, per essere domato, ha richiesto tre ore e l’intervento di una cinquantina di vigili del fuoco.

Le recenti notizie, però, sono riuscite finalmente a portare un po’ di speranza in questo travagliato e attesissimo progetto: la casa di produzione MGM ha dato infatti, lo scorso 1 ottobre, il lungamente atteso via libera per l’inizio delle riprese, fissando una possibile data di uscita per il film nel periodo natalizio del 2012. Inoltre, è stata finalmente fatta chiarezza su un altro aspetto da tempo rumoreggiato, ovvero la possibilità che Lo Hobbit potesse venire realizzato utilizzando la tecnica del 3D stereoscopico: il New York Times ha recentemente riportato la notizia che il film arriverà nelle sale cinematografiche anche in 3D.

Sembra che la trasposizione cinematografica del prequel de Il Signore degli Anelli sia finalmente riuscita a lasciarsi alle spalle tutti gli infausti eventi che fino ad ora ne hanno rallentanto (e in alcuni casi minato) la realizzazione; ora non resta che aspettare la conclusione dei provini per la scelta del cast e la conferma ufficiale del regista…

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