Immaginatevi una favola in cui l’eroe travalica la sua missione e anziché combattere il Male, ne diventi cosciente pedina. Un eroe protagonista di incontri clandestini mozzafiato, che rendono omaggio, come sottolineano gli autori, all’action orientale e ai suoi esponenti John Woo, Johnnie To e Jackie Chan. Un eroe diviso tra due donne, tra il giorno e la notte, fino a subire una vera e propria metamorfosi.
Questo è Lupo della notte, mediometraggio indipendente realizzato da due giovani registi, Giovanni Ficetola e Matteo Fontana, che racconta l’inesorabile discesa agli Inferi di un ragazzo di periferia che sceglie di lasciarsi sedurre dal Male.
Per aiutare la sorella della sua fidanzata, Lupo s’indebita con un gruppo di criminali senza scrupoli. Per liberarsi del debito e degli scagnozzi che gli stanno alle costole, decide di mettere in gioco tutto se stesso e di sfruttare il suo più grande talento e la passione per le arti marziali. Così Lupo finisce per invischiarsi in guai anche peggiori, lasciandosi coinvolgere anima e corpo da una procuratrice di incontri clandestini. Un mondo tutto nuovo, pericoloso quanto affascinante gli si spalanca davanti, risucchiandolo nella spirale senza via d’uscita di un’arena di moderni gladiatori.
Nonostante i limiti di budget e la cornice amatoriale tipici di un film indipendente, i due registi hanno dimostrato coraggio a partire dalla scelta del genere, che in Italia non vanta neppure una “scuola”. I riferimenti e i modelli del duo, infatti, sono tutti di stampo internazionale, come ci hanno confessato i diretti interessati: dal Michael Mann di Miami Vice, «uno dei film più importanti degli ultimi anni per quanto riguarda lo sviluppo del digitale al cinema», al Ridley Scott di Blade Runner.
Armati di una camera ad alta definizione spalleggiabile JVC, tanta passione e un gruppo di atleti/stuntmen davvero talentuosi – il Flying without Fear Stunt Team, tra i quali spicca per bravura e carisma il protagonista Daniele Balconi – Ficetola e Fontana hanno realizzato un action, che come è giusto che sia, trova il suo fiore all’occhiello proprio nei combattimenti, che garantiscono spettacolo e coinvolgimento. Peccato che gli incontri non siano sostenuti da una recitazione (quasi sempre sotto tono) e da dialoghi del medesimo impatto. Se la regia e il montaggio, infatti, vanno menzionati per pulizia, lo stesso non si può dire dello script, che risulta in più di un passaggio scontato. Tra le interpretazioni segnaliamo, soprattutto per presenza scenica, Luisa Gallia (nella foto) nel ruolo della procuratrice senza scrupoli Nix.

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