«Questo film è importante perché credo che sia la prima volta che viene data alla gente la possibilità di sentirsi emotivamente vicina a Bob come uomo, non come leggenda del reggae o come figura mitica». Queste sono le parole con cui Ziggy Marley, figlio di Bob, sintetizza ciò che esprime il film documentario Marley.

Dal regista Kevin Macdonald, premio Oscar nel 2000 per il documentario Un giorno a settembre sul terribile attentato delle Olimpiadi di Monaco del 1972, regista di State of Play e The Eagle, e ideatore del progetto social La vita in un giorno, arriva un’opera molto intima che ci racconta gli aspetti privati della vita del cantante, dall’infanzia fino ai suoi ultimi giorni di vita. «La domanda che mi ponevo facendo questo film – spiega il regista – era: perché riesce ancora a parlare alla gente di tutto il mondo? E perché parla in modo più profondo di qualsiasi altra rock star? Volevo provare a tirar fuori qualcosa di molto personale. Chi è quest’uomo? Perché ha avuto così tanto successo? Quale era il messaggio che voleva trasmettere alla gente?».

Macdonald cerca di rispondere a tutti questi interrogativi attraverso le testimonianze dei familiari, tra cui la moglie Rita e alcuni dei suoi 11 figli, dei suoi amici, dei componenti della sua band, dei suoi produttori e di molti altri, dando vita a questo lungometraggio che, attraverso oltre due ore di materiali, ci racconta come un ragazzino, emarginato per il fatto di essere un sangue misto (suo padre era un inglese “bianco”), e vissuto a lungo in totale povertà, sia diventata una delle più grandi leggende della musica e uno dei maggiori leader carismatici per la generazione dei sessantottini. Dal ghetto di Trench Town, in Giamaica, ai quartieri alti; il film ci mostra come Bob Marley sia sempre rimasto fedele ai suoi ideali di uguaglianza e di pace, e di come abbia cercato di sfruttare il suo successo, raggiunto tra mille difficoltà, per promuovere questi ideali fra la gente.
Le interviste si alternano alle scene di vita quotidiana del cantante che lo mostrano sia nei panni di genitore, quando canta le sue canzoni alle feste dei figli, che in quelli di grande sportivo amante del calcio. Tutto questo è stato possibile grazie alla famiglia che, per la prima volta, ha autorizzato l’utilizzo del materiale dei propri archivi privati rendendo disponibili filmati inediti.

Marley mira insomma a far conoscere alle generazioni odierne il fascino universale di questo personaggio, il suo impatto sulla musica e il suo ruolo di “profeta” sociale e politico, cercando al contempo di individuare le ragioni per cui i suoi messaggi e la sua musica, superando le barriere sia culturali che religiose, sono ancora oggi più vivi che mai. A far da sfondo musicale, ovviamente, una colonna sonora che spazia dai brani più celebri a quelli meno conosciuti di Bob Marley & The Wailers.

Marley verrà proiettato come evento unico nelle sale cinematografiche italiane il 26 giugno.

Di seguito la clip: La porta senza ritorno (dal nome della porta attraverso cui gli schiavi venivano deportati dall’Africa all’America)

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA