Ci sono momenti che riescono a definire un intero universo cinematografico. Scene destinate a entrare nell’immaginario collettivo e a trasformarsi in veri e propri simboli di un’epoca. Nel caso del Marvel Cinematic Universe, uno di quei momenti resta inevitabilmente il finale di Iron Man, quando Tony Stark decide di ignorare il copione preparato dallo S.H.I.E.L.D. e pronuncia davanti al mondo la frase diventata leggendaria: «Io sono Iron Man».
Ora, a ben 18 anni dall’uscita del film che ha dato il via al MCU, I Marvel Studios sembrano aver voluto riprendere proprio quella scena per riscriverla in una forma completamente nuova. Il finale della seconda stagione di Daredevil: Born Again richiama infatti in maniera sorprendentemente esplicita il celebre epilogo del film con Robert Downey Jr., riportando al centro uno degli elementi più iconici del genere supereroistico: la rivelazione dell’identità segreta.
Nel corso dell’episodio conclusivo della serie, Matt Murdock si ritrova in tribunale davanti a telecamere e giornalisti mentre il caso viene seguito pubblicamente in tutta New York. Ed è proprio lì che accade qualcosa di clamoroso: il personaggio interpretato da Charlie Cox decide di confessare apertamente di essere Daredevil. Una scelta improvvisa, scioccante e destinata a cambiare completamente la sua vita.
Il paragone con Iron Man è immediato: anche Tony Stark, nel film del 2008 diretto da Jon Favreau, si trovava davanti a una folla di reporter dopo essere stato invitato ad attenersi a un discorso “ufficiale” costruito ad arte. Invece di rispettare il piano, però, l’eroe sceglie di dire la verità: la scena non ha quindi solo cambiato il destino del personaggio, ma ha ridefinito il concetto stesso di cinecomic moderno, abbandonando la classica separazione tra eroe e identità civile.
Il dettaglio più interessante è però che, se Tony Stark rivelava la propria identità da una posizione di potere, sostenuto da miliardi di dollari, tecnologie avanzatissime e dalla protezione dello S.H.I.E.L.D., Matt Murdock compie la stessa scelta partendo da una situazione completamente diversa.
Il protagonista di Daredevil: Born Again non è un magnate né una figura pubblica adorata dai media. È un avvocato che ha sempre vissuto nell’ombra, combattendo criminali e corruzione nelle strade di Hell’s Kitchen. La sua confessione non rappresenta un atto di sfida spettacolare come quello di Tony Stark, ma piuttosto un gesto disperato, quasi inevitabile, che lo espone immediatamente alle conseguenze delle sue azioni.
Difatti, la serie non perde tempo nel mostrare gli effetti devastanti della rivelazione. Dopo un breve momento di apparente tranquillità accanto a Karen Page, Matt viene arrestato e rinchiuso in prigione. Un finale durissimo, che lo lascia intrappolato insieme a criminali e agenti dell’AVTF desiderosi di vendetta, e che rende il futuro del personaggio estremamente incerto.
Il richiamo a Iron Man sembra però avere anche un significato più ampio per il MCU. Negli ultimi anni, infatti, Marvel Studios ha progressivamente ridotto l’importanza del concetto di identità segreta. Personaggi come Steve Rogers, Sam Wilson o gli stessi Avengers hanno quasi sempre agito pubblicamente, senza nascondere davvero chi fossero. Persino Peter Parker, dopo gli eventi di Spider-Man: No Way Home, si trova in una situazione unica e profondamente diversa rispetto agli eroi classici del passato.
Per questo motivo, vedere Daredevil riprendere uno schema narrativo così legato alle origini del MCU assume un valore particolare. È come se i Marvel Studios stessero cercando di riallacciarsi a quella fase iniziale che aveva reso il franchise qualcosa di completamente nuovo nel panorama cinematografico.
D’altronde, Iron Man continua ancora oggi a essere il modello su cui il MCU ha costruito gran parte della propria identità. Il film del 2008 non si limitò a lanciare un nuovo universo condiviso, ma dimostrò che anche personaggi considerati “minori” rispetto a Spider-Man o agli X-Men potevano diventare icone globali. Grazie al carisma di Robert Downey Jr., alla regia di Jon Favreau e a un approccio più realistico e contemporaneo al genere, Marvel riuscì a creare qualcosa che avrebbe cambiato Hollywood per sempre.
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