Con il suo settimo episodio, ora disponibile su Disney+, la seconda stagione di Daredevil: Born Again ha compiuto una scelta tanto scioccante quanto discutibile: la serie Marvel ha fatto fuori un personaggio che aveva appena iniziato a mostrare tutto il suo potenziale, interrompend1o bruscamente un arco narrativo che prometteva sviluppi ben più interessanti.
Nel pieno dell’escalation tra Matt Murdock e Wilson Fisk, con Karen Page al centro di un processo delicatissimo e Matt costretto a uscire allo scoperto per difenderla, la serie porta avanti anche un’altra linea narrativa: quella di Daniel Blake, vice responsabile della comunicazione del sindaco Fisk. Un personaggio inizialmente secondario, ma che episodio dopo episodio aveva iniziato a guadagnarsi uno spazio sempre più rilevante.
In effetti, Daniel rappresentava qualcosa di diverso all’interno del sistema costruito da Fisk: un uomo leale, convinto di lavorare per una causa giusta, ma sempre più esposto alle crepe di quel mondo. Il suo rapporto con BB Urich, giornalista impegnata a far emergere la verità, aveva aperto una possibilità narrativa interessante, fatta di conflitti interiori, dubbi morali e scelte difficili.
Proprio quando il personaggio sembrava pronto a compiere un vero salto evolutivo, arriva la svolta: Daniel sceglie di fare la cosa giusta, rifiutandosi di tradire BB e opponendosi agli ordini ricevuti. Una decisione che, in un universo dominato da figure come Fisk, non può che avere conseguenze estreme. Ne consegue una morte improvvisa e brutale, che interrompe sul nascere qualsiasi possibilità di sviluppo.
Proprio a questo riguardo emerge problema principale: più che scioccante, la scena appare affrettata. Daniel Blake non era solo un comprimario sacrificabile, ma un personaggio con un arco narrativo appena abbozzato, che avrebbe potuto portare la serie in direzioni molto più complesse. Il suo progressivo distacco da Fisk, ad esempio, poteva trasformarsi in una vera e propria ribellione interna, e offrire uno sguardo inedito sul sistema di potere costruito dal villain.
Ancora più interessante è il confronto con i fumetti Marvel, che sembravano suggerire uno sviluppo possibile. Il rapporto tra Daniel e Fisk, fatto di ammirazione e ambiguità, lasciava intravedere un legame più profondo, forse destinato a rivelazioni importanti. Sembrava che la serie volesse costruire questa intuizione con attenzione.. ma è stata poi improvvisamente abbandonata.
A rendere tutto ancora più discusso è un dettaglio emerso dopo la messa in onda: esisterebbe infatti una versione alternativa dell’episodio in cui Daniel sopravvive. Se confermata, questa ipotesi narrativa dimostrerebbe come gli autori avessero effettivamente considerato un arco più lungo per il personaggio, salvo poi optare per una soluzione più drastica.
Daredevil: Born Again continua certamente a dimostrarsi una serie capace di rischiare, ma in questo caso il rischio sembra essersi trasformato in un’occasione mancata, lasciando la sensazione che sia stato sacrificato molto più di un semplice comprimario.
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