Matt Damon

L’attore Matt Damon, in una recente intervista ai microfoni del Sunday Times, ha dichiarato di aver appreso da sua figlia che alcune parole, considerate lecite fino a non poco tempo fa fa, oggi non sono più pronunciabili «a cuor leggero» e possono facilmente risultare offensive per un’ampia categoria di persone. 

Damon ha fatto riferimento nello specifico alla «parola che inizia per f riferita agli omosessuali»A quanto pare l’attore, circa un mese fa, stava raccontando in casa sua una barzelletta che a un certo punto prevedeva l’uso della parola «f***io», ma alla figlia non è affatto andata giù.

«Ho fatto una semplice battuta un mese fa, ricevendo una lezione da mia figlia, che ha deciso di alzarsi da tavola– racconta Damon, che di recente ha presentato al Festival di Cannes il film La ragazza di StillwaterLe ho detto che era una una cosa scherzosa, che quella battuta l’avevo pronunciata in un film. A quel punto lei è andata nella sua stanza e ha scritto un lungo trattato su quanto quella parola sia pericolosa. Le ho risposto dunque che avrei rinunciato sempre quella a parola, avevo compreso».

Damon non ha rivelato quale sia stata a discutere con lui dell’argomento delle tre figlie avute con la moglie argentina Luciana Barroso, ovvero Isabella, Gia Zavala e Stella. La battuta cui faceva riferimento, contenente uno slur, cioè un termine offensivo e denigratorio per un’intera comunità di persone, era contenuta nel film dei fratelli Farrelly Fratelli per la pelle del 2003.

L’attore si è soffermato anche sull’uso che i media oggi fanno delle dichiarazioni delle celebrità: « Vent’anni fa non era così. Ora i tuoi testi vengono analizzati, per estrapolarli dal contesto e farci il miglior titolo possibile. Prima non importava granché di ciò che dicevo, perché non faceva notizia. Magari questo cambiamento è una buona cosa, quindi adesso chiuderò un po’ di più la bocca».

Che ne pensate delle parole di Damon e dell’episodio che ha coinvolto lui e una delle sue figlie? Fatecelo sapere, come sempre, nei commenti. 

AGGIORNAMENTO – Matt Damon, dopo la notizia raccontata in questo articolo, ha voluto specificare alcuni aspetti della storia raccontata al reporter con una dichiarazione riportata da Deadline:

«Durante una recente intervista, ho raccontato di una discussione avuta con mia figlia in cui ho tentato di contestualizzare per lei i progressi fatti – ma non ancora definitivi – da quando sono cresciuto a Boston e, da bambino, sentivo la parola “faggot” usata per strada senza che sapessi cosa volesse dire. Ho spiegato che quella parola fosse usata costantemente e casualmente e che ci fosse una linea di dialogo in un mio film del 2003; lei si è detta incredula che ci sia stato un tempo in cui quella parola veniva usata senza pensarci. Con mio orgoglio e ammirazione, è stata estremamente articolata nello spiegare come quella parola fosse dolorosa per qualcuno nella comunità LGBTQ+ nonostante fosse culturalmente normalizzata. Non solo concordavo con lei, ma sono stato contento della sua passione, valori e desiderio di giustizia sociale. […] Non ho mai chiamato “f*ocio” qualcuno nella mia vita e questa conversazione con mia figlia non è stata un personale risveglio. Non dico parolacce di nessun tipo. Ho imparato che per sradicare il pregiudizio serve un movimento attivo verso la giustizia, piuttosto che sentirsi al sicuro immaginandosi uno dei bravi ragazzi. E dal momento che le ostilità contro la comunità LGBTQ+ è ancora diffusa, posso capire che la mia dichiarazione abbia fatto assumere il peggio. Per essere il più chiaro possibile: sto con la comunità LGBTQ+».

Fonte: THR

Foto: Getty (VALERY HACHE/AFP via Getty Images)

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