«Penso che meno la gente sa di un attore meglio sia, punto. Soprattutto se si parla di sessualità: che tu sia etero o gay, non è un’informazione che dovrebbe essere di dominio pubblico, perché fa parte del mistero che dovrebbe caratterizzare la figura dell’attore. Senza contare che immagino sia molto difficile per chiunque fare coming out».

Queste recenti dichiarazioni che Matt Damon ha rilasciato a The Guardian hanno catapultato l’attore, dal primo ottobre nelle sale italiane con Sopravvissuto – The Martian (leggi la nostra recensione), al centro di alcune polemiche. C’è, infatti, chi l’ha accusato di aver sconsigliato ai colleghi omosessuali di non uscire allo scoperto. Certi argomenti, si sa, sono sempre piuttosto delicati e misurare le parole è fondamentale, perché basta poco per essere fraintesi. Damon ha infatti voluto subito chiarire le sue affermazioni nel corso dello show di Ellen Degeneres: «Non avevo nulla contro i gay, volevo solo dire che l’essere misteriosi fa parte del fascino di ogni attore. E qualcuno ha ribaltato il senso delle mie frasi. È assurdo e spiacevole quando ti attribuiscono un pensiero che non è il tuo, neanche lontanamente. Credo solo che certi aspetti siano solo legati al gossip e ci mettono nella strana posizione di dover rispondere a domande che possono essere scomode. Quando io e Ben [Affleck] eravamo agli inizi, per esempio, e abbiamo avuto successo con Will Hunting, alcuni pensavano fossimo gay solo perché avevamo scritto un film insieme».

Fonte: The Hollywood Reporter

© RIPRODUZIONE RISERVATA