Matt Damon e Rusell Crowe

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Si complica ulteriormente il caso Harvey Weinstein che in questi ultimi giorni ha incendiato Hollywood: ad arrivare adesso, infatti, sono delle nuove scottanti rivelazioni da parte della giornalista Sharon Waxman, fondatrice di The Wrap.

La donna racconta che nel 2004, andò fino al Belpaese per investigare su Fabrizio Lombardo, allora capo della Miramax Italia, e parlando con diverse fonti, avrebbe scoperto che l’uomo non aveva la minima esperienza in campo cinematografico, dato che il suo vero compito era solo «provvedere ai bisogni di Harvey in fatto di donne». E non finisce qui; racconta la Waxman: «Avevo anche rintracciato una donna a Londra che fu pagata dopo un incontro sessuale non voluto con Weinstein. Aveva paura di parlare perché aveva firmato un accordo di riservatezza».

Allora Sharon collaborava con il New York Times, ma infine, la sua inchiesta sarebbe stata pesantemente editata fino a escludere le parti più salienti per via di molteplici pressioni non solo dallo stesso Weinstein, ma addirittura da due insospettabili divi quali Matt Damon e Russell Crowe! Stando alla Waxman, infatti, le due star le avrebbero telefonato personalmente!

Harvey Weinstein, ricordiamo, ha distribuito due tra i film più importanti della carriera di Damon, ovvero Will Hunting – Genio ribelle e Il talento di Mr. Ripley. Tra i film da lui co-prodotti, troviamo invece Master and Commander, che vedeva Russell Crowe come protagonista.

Poche ore fa, l’attuale Executive Editor del New York Times, Dean Baquet, ha risposto alle accuse della Waxman tramite un comunicato: «I due top editor di allora, Bill Keller e Jill Abramson, non ricordano di aver subito alcuna pressione riguardo la storia della signorina Waxman. Il suo editor diretto, Jonathan Landman, sostiene che semplicemente lei non aveva la storia. […] Sono sicuro che la signorina Waxman credeva di avere una storia, ma se leggi la sua stessa descrizione, lei non aveva nulla di nemmeno paragonabile alla storia che abbiamo pubblicato la scorsa settimana. Lei aveva solo una dichiarazione – non registrata – da parte di una donna».

UPDATE 11/10/17:

Intervistato da Deadline, Matt Damon ha negato ogni possibile coinvolgimento nella faccenda: «Per la cronaca, non cercherei mai, mai e poi mai di insabbiare una storia del genere. Non lo farei e basta. Non lo farei per nessuno».

A confermare le parole di Damon è la stessa Sharon Waxman, che ha twittato: «Matt Damon dice la verità. Lui mi aveva chiamato brevemente, ma non era informato dell’aspetto investigativo dell’articolo».

Fonte: The Wrap; Vulture; Variety

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