Michael, il tanto atteso biopic dedicato a Michael Jackson, è finalmente arrivato sui grandi schermi dopo una lunga attesa e fin da subito ha trascinato in sala una vastissima fetta di pubblico, impaziente di celebrare la vita e l’estro artistico dell’indimenticato Re del Pop.
Con l’uscita del film si sono inevitabilmente riaccese anche alcune polemiche emerse già durante la lavorazione del film, e nelle ultime ore a prendere la parola è stato nientemeno con un membro della famiglia Jackson. Poche ore fa Taj Jackson, nipote di Michael e figlio di Tito, membro dei Jackson 5, ha affidato il suo pensiero a un post su X (potete vederlo QUI) attaccando direttamente i media, rei a suo modo di vedere di gestire a piacimento la narrazione intorno alla figura dello zio.
Nel post pubblicato sulla piattaforma, Taj Jackson non le manda certo a dire, scrivendo: “Mi dispiace media, non potete più controllare la narrazione su chi fosse veramente Michael Jackson. Il pubblico potrà guardare questo film…lo deciderà da solo. E su questo non potete proprio farci niente.”
Taj ha poi rincarato la dose nei commenti del post (potete vederlo QUI), sottolineando tutta l’acredine provata dalla famiglia circa il trattamento mediatico subito da Michael nel corso del tempo, anche nei mesi di avvicinamento al film: “Non vedo l’ora che alcuni critici siano costretti a rimangiarsi tutto. E sì, sarò davvero meschino.”
Il film, diretto da Antoine Fuqua e prodotto in parte dagli eredi di Michael Jackson, ripercorre la vita del Re del Pop, dagli esordi da bambino come voce principale dei Jackson 5 fino al 1988, quando all’età di trent’anni era impegnato nel tour mondiale dell’album Bad.
I piani iniziali del film prevedevano di spingersi ben oltre, arrivando nel bel mezzo degli anni ’90 per affrontare anche le scioccanti accuse di molestie su minori mosse nel 1993 contro Michael Jackson e sulle indagini che ne sono seguite. Tuttavia, gli avvocati della Jackson Estate avrebbero scoperto proprio durante la lavorazione del film che un accordo stipulato con un accusatore precludeva di fatto qualsiasi rappresentazione o menzione di loro in un film.
Tale scoperta si è rivelata tanto inaspettata quanto decisiva, dal momento che ha reso necessario lo sviluppo di un nuovo terzo atto portando così a ben 22 giorni di riprese aggiuntive costate tra i 15-20 milioni di dollari.
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Foto: MovieStillsDB
Fonte: Variety
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