Lizzie Borden Monster, la vera storia degli omicidi del 1892
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Chi era davvero Lizzie Borden? La vera storia dietro al caso al centro di Monster 4

Il trailer di Monster: The Lizzie Borden Story riporta al centro uno dei casi di cronaca nera più celebri d’America. Ma cosa accadde davvero nella casa dei Borden nel 1892?

Chi era davvero Lizzie Borden? La vera storia dietro al caso al centro di Monster 4

Il trailer di Monster: The Lizzie Borden Story riporta al centro uno dei casi di cronaca nera più celebri d’America. Ma cosa accadde davvero nella casa dei Borden nel 1892?

immagine dalla serie monster su lizzie borden

Il trailer di Monster: The Lizzie Borden Story, quarto capitolo dell’antologia di Ryan Murphy e Ian Brennan per Netflix, riporta al centro uno dei casi di cronaca nera più celebri della storia americana. Interpretata da Ella Beatty, Lizzie Borden è passata alla leggenda come la donna che avrebbe ucciso il padre e la matrigna a colpi d’accetta. La realtà, però, è più complessa. Lizzie fu accusata, arrestata e processata, ma non venne mai condannata. Nel 1893 una giuria la dichiarò non colpevole e nessun’altra persona fu poi riconosciuta responsabile. Ma qual è la vera storia di Lizzie Borden?

Chi è stata, davvero, Lizzie Borden

Lizzie Andrew Borden nacque il 19 luglio 1860 a Fall River, in Massachusetts. Era figlia del ricco uomo d’affari Andrew Jackson Borden e di Sarah Anthony Morse. Dopo la morte della madre, il padre sposò Abby Durfee Gray, che divenne la matrigna di Lizzie e della sorella Emma. Nel 1892 Lizzie aveva 32 anni, era nubile e viveva ancora con la famiglia e la domestica Bridget Sullivan. Era inserita nella vita religiosa della città, aveva insegnato alla scuola domenicale e conduceva all’apparenza una vita rispettabile.

Dietro quella facciata, però, esistevano forti tensioni familiari. Andrew era molto ricco ma estremamente parsimonioso, e i rapporti tra Lizzie, Emma e Abby erano complicati anche da questioni ereditarie. Le due sorelle temevano che parte del patrimonio paterno potesse finire ai parenti della matrigna.

Cosa accadde il 4 agosto 1892

La mattina del 4 agosto 1892 Andrew uscì di casa per alcune commissioni, mentre Abby rimase nell’abitazione. Fu la prima a essere uccisa. Il suo corpo venne trovato nella camera degli ospiti al piano superiore. Era stata colpita ripetutamente alla testa, probabilmente con un’accetta, con circa diciotto o diciannove colpi. Andrew rientrò poco prima delle 11 e si sdraiò sul divano del salotto.

Quando chiese dove fosse Abby, Lizzie disse che la matrigna aveva ricevuto un biglietto che la chiamava fuori casa per assistere una persona malata. Quel biglietto non fu mai trovato.  Poco dopo anche Andrew venne assassinato, colpito alla testa una decina di volte mentre era ancora sul divano. Fu Lizzie a chiamare Bridget Sullivan e ad avvertirla della morte del padre. Solo in seguito venne trovato anche il corpo di Abby.

Perché Lizzie diventò la principale sospettata

Gli investigatori si concentrarono rapidamente su Lizzie. Era presente nella proprietà durante entrambi gli omicidi e le sue dichiarazioni su dove si trovasse in alcuni momenti della mattinata risultarono poco coerenti. Sostenne di essere stata nel fienile poco prima della morte del padre, ma cambiò più volte alcuni dettagli del racconto. A insospettire gli investigatori contribuirono anche le tensioni familiari, il possibile movente economico e alcuni episodi avvenuti nei giorni precedenti. Un farmacista dichiarò che Lizzie aveva tentato di acquistare acido prussico, un veleno molto potente, il giorno prima degli omicidi. La testimonianza, però, non fu ammessa durante il processo. Tre giorni dopo il delitto, inoltre, un’amica raccontò di aver visto Lizzie bruciare un vestito nella stufa. Lei spiegò che l’abito era stato rovinato dalla vernice, ma per l’accusa quel gesto appariva sospetto.

Nonostante gli indizi, mancava una prova decisiva. Nessuno vide Lizzie commettere gli omicidi. Non venne trovata con abiti insanguinati e l’arma del delitto non fu mai identificata con certezza. Nel seminterrato vennero recuperate diverse asce e accette, compresa una testa d’accetta con il manico spezzato, ma la procura non riuscì a dimostrare che fosse quella utilizzata per uccidere Andrew e Abby. Anche l’assenza di sangue sugli abiti di Lizzie costituiva un problema importante, considerando la violenza degli attacchi.

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Il processo e l’assoluzione

Lizzie Borden venne arrestata l’11 agosto 1892. Il processo iniziò nel giugno 1893. L’accusa cercò di dimostrare che avesse movente, opportunità e comportamento sospetto, ma alcune testimonianze chiave vennero escluse e il caso rimase sostanzialmente circostanziale. Il 20 giugno 1893 la giuria pronunciò il verdetto: non colpevole. Lizzie venne assolta e nessun’altra persona fu mai condannata per il duplice omicidio.

Cosa accadde a Lizzie dopo il processo

Dopo l’assoluzione, Lizzie ed Emma ereditarono una parte consistente del patrimonio del padre e si trasferirono in una casa più prestigiosa di Fall River, chiamata Maplecroft. Lizzie visse una vita agiata ma rimase a lungo emarginata da una parte della comunità locale, che continuava a considerarla colpevole. Nel 1905 Emma lasciò Maplecroft e le due sorelle si separarono definitivamente. Lizzie morì il 1° giugno 1927, a 66 anni, per una polmonite. Non si sposò mai e non ebbe figli.

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Lizzie Borden era davvero colpevole?

La risposta resta ancora oggi incerta. Gli indizi contro di lei erano numerosi, ma non esisteva una prova diretta. La giuria stabilì che l’accusa non aveva dimostrato la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio. È proprio questo a rendere il caso così duraturo nell’immaginario collettivo: Lizzie Borden è diventata una delle assassine più famose della cultura popolare, pur non essendo mai stata riconosciuta colpevole da un tribunale.

La serie Monster parte dunque da una storia vera, ma anche da un mistero che, a più di 130 anni di distanza, non ha ancora una soluzione definitiva.

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