Ogni nuovo capitolo di un franchise porta ormai con sé una domanda quasi obbligata: bisogna restare in sala fino alla fine dei titoli di coda? Vale anche per Mortal Kombat 2, sequel del reboot uscito nel 2021 e nuovo tassello della saga cinematografica tratta dai celebri videogiochi. Il film arriva con aspettative alte, soprattutto perché il primo capitolo aveva lasciato in sospeso uno degli ingressi più attesi dai fan: quello di Johnny Cage.
Il personaggio, solo anticipato nel finale del film precedente, è ora parte integrante del sequel con il volto di Karl Urban. Attorno a Mortal Kombat 2 c’è quindi grande curiosità non solo per la storia principale, ma anche per l’eventuale modo in cui il film potrebbe preparare il futuro della saga.
Mortal Kombat 2 ha una scena post credit?
In breve, Mortal Kombat 2 non ha una scena post credit. Chi si chiede se ci sia un’ultima sequenza dopo i titoli di coda può quindi saperlo subito: il sequel, del quale potete rivedere QUI il trailer ufficiale, si chiude senza un contenuto extra pensato per anticipare direttamente un nuovo capitolo o l’arrivo di altri personaggi. La scelta segue una linea già vista con il Mortal Kombat del 2021. Anche quel film non aveva una scena post credit, nonostante l’idea fosse stata discussa durante la lavorazione. Il regista Simon McQuoid aveva spiegato che il team non voleva inserirla solo per adeguarsi a una consuetudine ormai frequente nei blockbuster.
Come dichiarato dal filmmaker: «Sì, ne abbiamo parlato, ma non abbiamo mai voluto fare qualcosa solo per il gusto di fare quello che fanno tutti gli altri. Sapevamo davvero di avere qualcosa di originale qui. Nessuno allo studio e nessuno di noi ha mai pensato: “Oh, dobbiamo farlo”. Era più una questione di: “Che cosa è giusto per la nostra storia?” e “Che cosa è giusto per questo film?”. Quindi se ne è parlato, c’erano delle idee, ma una volta fissato quel finale abbiamo pensato: “Okay, perfetto”». Nel primo film, la funzione di anticipazione era stata affidata direttamente alla chiusura della storia. I protagonisti parlavano infatti di andare a Hollywood alla ricerca di un nuovo combattente, riferimento esplicito a Johnny Cage. Mortal Kombat 2 riparte da quella promessa, ma non replica lo stesso meccanismo dopo i titoli di coda.
Le dichiarazioni sul futuro del franchise
L’assenza di una scena post credit non chiude necessariamente il discorso sul futuro della saga. Mortal Kombat 2 sembra infatti nascere con ambizioni produttive più ampie rispetto al primo film, anche per effetto della maggiore fiducia di Warner Bros. nel franchise. Il produttore Todd Garner ha spiegato che il film del 2021 era stato condizionato da limiti di budget molto concreti: «Francamente, nel primo film, lo studio non sapeva cosa avesse tra le mani».
Per il sequel, l’approccio è cambiato. Garner ha dichiarato: «Questa volta, volevamo davvero assicurarci di andare in tutti i diversi reami che la gente conosce». Mortal Kombat 2 sceglie quindi di non affidare ai titoli di coda un’ulteriore anticipazione, concentrando l’espansione del franchise dentro il film stesso. Più personaggi, più reami e un ruolo centrale per Johnny Cage diventano gli elementi principali con cui il sequel prova ad allargare l’universo cinematografico della saga.
Leggi anche: Mortal Kombat 2: a meno di due mesi dall’uscita del sequel, arrivano pessime notizie per i fan
La trama e le novità del sequel
Mortal Kombat 2 dovrebbe portare il franchise più vicino alla struttura classica dei videogiochi, con maggiore spazio al torneo e ai diversi reami che compongono la mitologia della saga. Il primo film aveva avuto soprattutto una funzione introduttiva: presentare i combattenti dell’Earthrealm, preparare il conflitto e costruire le basi per lo scontro successivo. Il sequel amplia invece il campo d’azione. La novità principale è Johnny Cage, interpretato da Karl Urban, personaggio tra i più riconoscibili del franchise videoludico e già evocato nel finale del capitolo precedente. Il cast include anche altri volti centrali della saga, tra cui Tati Gabrielle come Jade, Adeline Rudolph come Kitana e Martyn Ford come Shao Kahn.
L’inserimento di questi personaggi suggerisce un film più legato all’immaginario originale di Mortal Kombat, con una dimensione più ampia rispetto al reboot del 2021. Non solo nuovi combattenti, quindi, ma anche un’apertura più marcata verso i reami e la mitologia che i fan conoscono dai videogiochi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA