Si è svolto durante la terza giornata del Napoli Comicon 2016 l’evento organizzato in collaborazione con Best Movie e dedicato in particolare alle quattro variant cover del numero di marzo della rivista, dedicate a Batman v Superman e disegnate da 4 grandi autori del fumetto italiano: Zerocalcare, Recchioni, Sio e Leo Ortolani.

Erano presenti all’incontro Roberto Recchioni, Sio, lo sceneggiatore Mauro Uzzeo, il direttore di Best Movie Giorgio Viaro e il coordinatore della sezione CartooNA del Comicon Gianmaria Tammaro. Prendendo spunto dalle cover si è discusso dell’ultima opera di Zack Snyder, che ha diviso il pubblico e la critica di tutto il mondo, e più in generale della differenza tra cinecomic DC e Marvel.

Viaro ha difeso subito «il tentativo di fare un discorso più profondo sulla differenza tra l’umano e il divino nel cinema dei supereroi». Mentre Recchioni (che sarà il Magister dell’edizione 2017 del Comicon, come è stato annunciato ieri), chiamato in causa sulla necessità di giudicare o meno il film in relazione ai fumetti d’origine, ha detto: «Il problema non è nemmeno che si siano discostati troppo dai fumetti. È proprio che è un brutto film».

«A me quello che infastidisce – ha continuato Mauro Uzzeo – è la deriva “nolaniana” che sembrano aver intrapreso tutti i film Warner / DC. Il tono cupo e vagamente filosofico dei film. Preferisco i film Marvel perché sono più divertenti. È vero però che nei cinecomic DC ci sono più immagini iconiche che rimangono nella memoria. Di Batman v Superman, ad esempio, non mi è piaciuto praticamente nulla, ma sono sicuro che la scena in cui Batman salva la bambina, e poi viene osannato come un dio, me la ricorderò.»

«Io devo ammettere che non conoscendo quasi per niente i fumetti che parlano di supereroi – ci confida Sio – arrivo quasi vergine alla visione del film, e questo mi permette di apprezzarli di più».

Si passa poi a parlare delle reazione dei fan del film alle critiche negative: «A me e ad altri è stato detto che parlavamo male di Batman v Superman perché eravamo stati pagati dalla Marvel» ci racconta Recchioni, che continua: «Ma magari… Il film non mi sarebbe piaciuto comunque, ma almeno ci avrei guadagnato molto di più, scrivendo le stesse cose!».

L’ultima parte dell’incontro ha riguardato il confronto tra i cinecomic Marvel e i cinecomic DC. Di questi ultimi, ha detto ancora Recchioni: «In ogni film scopriamo qualcosa di più sui personaggi, ogni capitolo è collegato al precedente, e possiamo ritrovare una continuità di fondo che lega questa esperienza alla serialità televisiva».

«È vero – è intervenuto Sio – ma questo per me è un problema: devo aspettare anni prima di capire come andrà a finire e nel frattempo c’è il rischio che mi sia dimenticato cosa è successo nei film precedenti. È per questo che preferisco mille volte serie vere e proprie come Daredevil o Jessica Jones, perché posso usufruirne in breve tempo».

«In realtà, il problema vero di tutti questi film, DC e Marvel, è che c’è la rimozione dell’elemento tragico, della morte, e del dolore – dice Giorgio Viaro -, è questo che compromette il pathos, e non mi fa davvero affezionare alla sorte dei personaggi
«Perché i film sui supereroi di questo tipo, sono film per ragazzini dai 12 ai 18 anni, e non bisognerebbe scordarselo» dice Recchioni.
«È vero – interviene Uzzeo ma allora perché le sale dei cinema sono piene di trentenni?»
«È un problema generazionale, perché i trentenni di oggi hanno lo sviluppo mentale di quattordicenni» sentenzia sempre Recchioni. E a leggere i commenti che girano su Facebook la sensazione che abbia un po’ di ragione, c’è.

Al termine dell’incontro, i vincitori del contest organizzato da Best Movie in collaborazione con il Napoli Comicon hanno ricevuto una copia autografata da Sio, Recchioni e Zerocalcare del numero con le 4 cover variant.

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