NCIS continua a ripetere uno dei suoi trend peggiori anche nella stagione 23
whatsapp

NCIS continua a ripetere uno dei suoi trend peggiori anche nella stagione 23

Il celebre procedural sta ancora una volta alimentando il dibattito su un arco narrativo che fatica a evolversi

NCIS continua a ripetere uno dei suoi trend peggiori anche nella stagione 23

Il celebre procedural sta ancora una volta alimentando il dibattito su un arco narrativo che fatica a evolversi

Il cast di NCIS

La stagione 23 di NCIS continua a dimostrare quanto la serie sia ancora capace di rinnovarsi sul piano narrativo, ma allo stesso tempo mette in evidenza uno dei suoi limiti più persistenti. Nell’episodio “Bad Impressions”, infatti, torna in primo piano un tratto caratteriale di Jimmy Palmer che da anni accompagna il personaggio senza mai evolversi davvero.

Il contesto è quello di una storyline che coinvolge Kasie Hines, sempre più vicina a una svolta importante nella sua carriera grazie a un progetto tecnologico sviluppato nel corso degli anni. Un momento che dovrebbe essere celebrato, soprattutto da chi le è più vicino, ma che invece diventa l’ennesima occasione per mettere in luce le difficoltà di Jimmy nel gestire il cambiamento.

Nonostante il forte legame che li unisce, Jimmy reagisce con esitazione e disagio alla prospettiva che Kasie possa intraprendere un nuovo percorso lontano dal team. Più che felicità per il successo dell’amica, emerge in lui una paura profonda: quella di perdere un punto di riferimento e di dover affrontare una nuova fase della propria vita senza le certezze a cui è abituato.

Questo atteggiamento non è certo una novità per il personaggio. Nel corso delle stagioni, Jimmy è stato spesso rappresentato come qualcuno profondamente legato al passato, incapace di accogliere fino in fondo i cambiamenti che inevitabilmente segnano la vita del team. Dalle uscite di scena di colleghi storici fino alle evoluzioni personali di chi gli sta accanto, la sua reazione è rimasta sorprendentemente coerente: resistenza, malinconia e difficoltà a lasciar andare.

Una caratterizzazione che trova anche una giustificazione nelle esperienze personali del personaggio, segnate da perdite importanti e da un senso di instabilità emotiva che lo rende più vulnerabile rispetto ad altri membri della squadra. Tuttavia, il problema non è tanto la presenza di questa fragilità, quanto il fatto che la serie continui a riproporla senza trasformarla in un vero percorso di crescita.

In più occasioni, NCIS ha suggerito la possibilità di un cambiamento per Jimmy, salvo poi tornare sempre al punto di partenza. Anche le sue relazioni personali, come quella con Jessica Knight, sono state influenzate da questa incapacità di accettare l’evoluzione naturale delle cose, portando a scelte che sembrano dettate più dalla paura che da una reale consapevolezza.

Agli occhi degli spettatori, risulta dunque un personaggio che rischia di rimanere intrappolato in un ciclo narrativo ripetitivo, in cui ogni nuova opportunità di sviluppo viene puntualmente ridimensionata. Una dinamica che, alla lunga, finisce per indebolire non solo il suo arco, ma anche l’impatto emotivo delle storyline che lo coinvolgono.

In una serie che ha fatto del cambiamento e del ricambio generazionale uno dei suoi punti di forza, vedere un personaggio così centrale restare fermo sugli stessi schemi appare sempre più come un’occasione mancata. La speranza è che gli sviluppi futuri, già accennati negli ultimi episodi, possano finalmente portare Jimmy a confrontarsi davvero con il proprio passato e a compiere quel salto evolutivo che il pubblico attende da tempo.

Leggi anche: NCIS, perché Gibbs non è più nella serie? Quando se ne è andato e cosa è successo davvero

© RIPRODUZIONE RISERVATA