Neanche i fan dell'horror più estremo riusciranno a guardare questo agghiacciante film con le luci spente
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Neanche i fan dell’horror più estremo riusciranno a guardare questo agghiacciante film con le luci spente

Preparatevi a non dormire tranquilli per qualche notte!

Neanche i fan dell’horror più estremo riusciranno a guardare questo agghiacciante film con le luci spente

Preparatevi a non dormire tranquilli per qualche notte!

Poster del film horror When Evil Lurks

Ci sono film horror che inquietano, altri che disturbano, e poi c’è When Evil Lurks – un’esperienza viscerale, angosciante e senza compromessi. Diretto dall’argentino Demián Rugna, già noto per Terrified, questo film ha saputo colpire nel profondo anche gli spettatori più temerari, guadagnandosi un posto speciale tra le opere più sconvolgenti del genere uscite negli ultimi anni. Non è solo questione di sangue o violenza, ma della capacità di generare un senso di puro terrore che si insinua sotto pelle e non abbandona nemmeno dopo i titoli di coda.

La storia è ambientata in un villaggio rurale dell’Argentina, dove due fratelli scoprono la presenza di un uomo “marcio”: un corpo in decomposizione infestato da un demone pronto a manifestarsi nel mondo reale. Nel tentativo di impedire che il male si propaghi, i due commettono una serie di errori fatali che, anziché contenere l’orrore, ne accelerano la diffusione. Inizia così una corsa disperata contro qualcosa che sembra essere ovunque, pronta a insinuarsi nei corpi e nelle menti di chiunque entri in contatto con esso.

Ciò che distingue When Evil Lurks da qualsiasi altro film di possessione è il suo approccio radicale. Qui il male non ha bisogno di spiegazioni né di simbologie religiose per farsi comprendere. È presente, tangibile, inevitabile. I personaggi conoscono da subito le regole per evitare l’infezione – non usare la luce elettrica, non toccare gli oggetti contaminati, non ferire il demone, non chiamarlo mai per nome – ma il rispetto di queste leggi sembra del tutto insufficiente. Come se l’orrore avesse già vinto in partenza.

Il film si muove tra realismo e simbolismo, creando un’atmosfera opprimente che annulla qualsiasi speranza. Non ci sono sacerdoti, non ci sono rituali salvifici, solo persone comuni alle prese con un male che non possono comprendere né affrontare. Mirta, l’unico personaggio che sembra avere esperienza nel combattere il demone, è un’ex ciarlatana che ha perso la fede e si è rassegnata al fatto che l’umanità sia irrimediabilmente corrotta. Il suo sguardo cinico diventa il filtro attraverso cui lo spettatore osserva un mondo dove Dio ha abbandonato ogni cosa e il male si è fatto sistema.

A rendere ancora più disturbante l’esperienza è il modo in cui Rugna sceglie di infrangere i tabù: When Evil Lurks non esita a mostrare la morte di animali, bambini, innocenti. Ma non si tratta di shock gratuito. Ogni scena è parte integrante di un disegno più ampio che mira a disintegrare ogni certezza morale dello spettatore. L’idea di fondo è chiara: non esistono rifugi, non esistono buoni o cattivi, solo esseri umani travolti da un’oscurità troppo grande da affrontare.

Dal punto di vista visivo, il film colpisce per la qualità degli effetti pratici, che ricordano le invenzioni stilistiche del franchise La Casa e l’atmosfera claustrofobica de La Cosa di John Carpenter. Ma When Evil Lurks non è solo un omaggio ai classici: è una riflessione spietata sul fallimento delle istituzioni – religiose, sociali, familiari – e sulla vulnerabilità dell’essere umano di fronte all’ignoto.

È un film cupo, privo di speranza, che non offre facili vie d’uscita. E proprio per questo, è anche uno dei titoli più originali e memorabili dell’horror contemporaneo. Chi cerca un’esperienza intensa, destabilizzante, capace di lasciare il segno, non potrà che restarne colpito. Ma un avvertimento è d’obbligo: guardatelo con le luci accese. E preparatevi a non dormire tranquilli per qualche notte.

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Fonte: Collider

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