Netflix, diamo i voti ai film e alle serie nella Top 10 questa settimana
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Netflix, diamo i voti ai film e alle serie nella Top 10 questa settimana

Da Non abbiam bisogno di parole a The Cleaning Lady: ci sono tante novità tra i più visti, ma come sono?

Netflix, diamo i voti ai film e alle serie nella Top 10 questa settimana

Da Non abbiam bisogno di parole a The Cleaning Lady: ci sono tante novità tra i più visti, ma come sono?

i film e le serie della settimana su netflix

La Top 10 di Netflix è per sua natura mobile, imprevedibile, quasi umorale: basta una novità particolarmente attesa, un passaparola improvviso o il ritorno in catalogo di un titolo forte per cambiare completamente la geografia dei più visti. È anche questo il bello delle classifiche settimanali della piattaforma, che mettono insieme film appena arrivati, serie che ritrovano slancio e vecchi titoli capaci di intercettare un pubblico nuovo. Ma una volta superata la curiosità del dato, resta sempre la domanda più interessante: meritano davvero il tempo che stanno chiedendo agli abbonati? Da Non abbiam bisogno di parole a Jo Nesbø’s Detective Hole, passando per action, thriller, commedie e true crime, ecco i voti ai principali film e serie della settimana.

I 5 film più visti della settimana

Non abbiam bisogno di parole – 6,5/10

Eletta è una ragazza udente in una famiglia di persone sorde, composta dai genitori e dal fratello (, e per questo è cresciuta come tramite costante tra la sua casa e il mondo esterno. È lei a mediare con clienti, medici e interlocutori, mentre dentro di sé coltiva una vocazione per il canto che la spinge verso un altrove possibile. Non abbiam bisogno di parole, remake del film francese La famiglia Bélier che a sua volta ha ispirato il vincitore del premio Oscar come Miglior Film CODA, trova la sua parte migliore proprio in questo equilibrio tra responsabilità familiare e desiderio personale, e quando resta vicino alla protagonista riesce a essere delicato e credibile. Dove si indebolisce è nella costruzione molto riconoscibile del racconto, che segue una traiettoria emotiva piuttosto prevedibile. Resta però un titolo sentito, più forte nei dettagli umani che nell’originalità dell’impianto.

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The Killer – 6/10

Il remake sempre diretto da John Woo segue Zee, una sicaria attiva nei bassifondi di Parigi, che manda tutto in crisi quando decide di non eliminare il suo bersaglio. Da quel momento si ritrova stretta tra chi vuole farla sparire e il detective Sey, interpretato da Omar Sy, che si mette sulle sue tracce. Il film ha una linea narrativa molto semplice e si regge soprattutto sul movimento, sulle sparatorie e sul rapporto di tensione che si crea tra i due personaggi principali. Le scene d’azione hanno mestiere e qualche intuizione visiva si fa notare, ma nel complesso il racconto resta più meccanico che davvero coinvolgente. Si lascia guardare senza fatica, però non ha abbastanza slancio per trasformarsi in qualcosa di memorabile.

Mangia prega abbaia – 5/10

Cinque proprietari di cani si affidano a un leggendario addestratore di montagna convinti di dover rimettere in riga i loro animali, ma scoprono presto che i veri problemi sono i loro. È una commedia costruita sul rovesciamento tra padroni confusi e cani, in fondo, molto più equilibrati di loro. L’idea ha una sua immediatezza e il film prova a lavorare su nevrosi sentimentali, fragilità personali e dinamiche di gruppo con tono leggero. Il limite è che questa leggerezza finisce spesso per smorzare tutto: i personaggi non acquistano davvero spessore e le situazioni scorrono con poca incisività. Più che una commedia brillante, è un intrattenimento gentile che resta in superficie.

i film in top 10 su netflix

La Top 5 dei film su Netflix questa settimana

L’inverno più duro – 7/10

In questo caso la storia porta in un villaggio di pescatori islandesi del XIX secolo, dove una vedova deve affrontare una scelta impossibile dopo il naufragio di una nave straniera durante un inverno spietato. È una trama che si gioca su pochi elementi, ma li sfrutta bene: isolamento, colpa, superstizione e paura si depositano lentamente nella narrazione fino a creare un clima sempre più oppressivo. L’inverno più duro lavora per accumulo, con un passo severo e un’atmosfera gelida che diventa la sua qualità principale. Proprio questo approccio può renderlo meno immediato, perché il ritmo non concede molto, ma la coerenza del tono e il peso morale delle scelte raccontate gli danno una compattezza notevole.

Four Brothers – 6,5/10

Quattro fratelli adottivi tornano a Detroit dopo l’uccisione della madre e decidono di cercare i responsabili da soli. Il film del 2005, con protagonisti Mark Wahlberg e Tyrese Gibson tra gli altri, non gira attorno a grandi sorprese narrative: la sua forza è nel modo in cui unisce vendetta e legame familiare, lasciando che il gruppo dei protagonisti regga quasi tutto il peso del racconto. C’è una ruvidità molto precisa nel modo in cui mette in scena la città, la rabbia e i regolamenti di conti, e questa compattezza aiuta molto. Non tutto è raffinato e alcuni passaggi hanno la durezza un po’ schematica del revenge movie classico, ma il film conserva ancora una buona energia. Il 6,8/10 su IMDb gli assegna esattamente il posto che merita: non un cult assoluto, ma un action solido e ancora efficace.

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Le serie nella Top 5 su Netflix

The Cleaning Lady – 6,5/10

La serie ruota attorno a una donna con una formazione medica che, dopo aver assistito all’uccisione di un informatore dell’FBI da parte di un’organizzazione criminale, finisce costretta a lavorare per quel mondo come “cleaner”, mentre le forze federali provano a usarla come informatrice. La tensione nasce tutta da questa posizione impossibile, perché la protagonista è sempre sospesa tra sopravvivenza, ricatto e bisogno di proteggere ciò che le resta. La serie funziona quando insiste su questa pressione costante e sul logoramento del personaggio, mentre perde qualcosa quando si affida a svolte più convenzionali da crime drama televisivo. Il coinvolgimento resta comunque buono e il 7,0/10 su IMDb restituisce bene l’idea di un titolo solido, più affidabile che sorprendente.

le serie in top 5 su netflix

Le 5 serie più viste su Netflix questa settimana

XO, Kitty – 5,5/10

La terza stagione riporta Kitty al Korean Independent School of Seoul per l’inizio del suo ultimo anno, tra nuove complicazioni sentimentali, rapporti che cambiano e domande più ampie su identità, crescita e futuro. La serie continua a muoversi nel territorio del teen drama romantico, con una protagonista impulsiva e vivace che riesce ancora a tenere acceso il racconto. Il lato più riuscito resta quello emotivo, soprattutto quando la scrittura la costringe a fare i conti con sentimenti meno semplici del previsto e con un’idea più adulta dell’amore. Dove inciampa è nella tendenza a sovraccaricare i meccanismi relazionali e a rendere certi passaggi più costruiti del necessario. Rimane però una serie scorrevole, riconoscibile e perfettamente allineata al suo pubblico.

Trust Me: Il falso profeta – 7,5/10

Questa docuserie segue Christine Marie, esperta di culti, e il marito videomaker Tolga Katas mentre si infiltrano in una comunità FLDS vulnerabile nello Utah e raccolgono prove su Samuel Bateman, l’uomo che si proclama erede del profeta incarcerato Warren Jeffs. La materia è fortissima e il racconto lo è altrettanto, perché non si limita a esporre il caso in chiave sensazionalistica ma mostra dall’interno i meccanismi di manipolazione, obbedienza e abuso. Il risultato è duro da vedere, a tratti persino soffocante, ma proprio per questo ha un impatto notevole.

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I segugi – 8/10

Due giovani pugili si ritrovano coinvolti in una guerra contro usurai e criminali, e la serie sfrutta questa premessa per costruire un action crime molto fisico, serrato e sorprendentemente caloroso nel rapporto tra i protagonisti. La componente più immediata è ovviamente quella dei combattimenti e dell’energia visiva, ma il vero punto di forza è che sotto la superficie dura c’è un’amicizia semplice e sincera che tiene insieme tutto. I segugi non finge di reinventare il genere, ma sa perfettamente come usare ritmo, scontri e tensione per portare avanti il racconto senza dispersioni.

Jo Nesbø’s Detective Hole – 6,5/10

Harry Hole è un detective della polizia di Oslo taciturno, tormentato e segnato dal passato, che prova a ricostruire una stabilità personale mentre viene risucchiato in un nuovo caso e continua a combattere contro la propria fragilità. La serie lavora pienamente dentro i codici del noir nordico: atmosfera fredda, protagonista irregolare, dolore personale e indagine criminale che si intrecciano di continuo. La materia di partenza è forte e il personaggio conserva un certo magnetismo, ma il racconto tende a caricarsi molto, come se volesse insistere su ogni lato oscuro contemporaneamente. Quando trova misura funziona, quando eccede rischia di appesantirsi. Alla fine resta una serie crime adulta e interessante, ma meno compatta di quanto potrebbe essere.

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