Una prima vittoria nella sua crociata contro il digitale, Christopher Nolan l’ha raggiunta lo scorso febbraio, quando Kodak ha siglato un accordo con Disney, Fox, Paramount, Sony, NBC Universal e Warner Bros. per l’acquisto di un numero imprecisato di film in pellicola. Segno che non tutta Hollywood si è votata alla digitalizzazione. Per il regista di Interstellar, preservare la pellicola è questione di fondamentale importanza, sia a livello produttivo, industriale e commerciale, sia per il futuro: «Avremo per sempre bisogno dei “vecchi” proiettori e dei film in pellicola», ha detto nel corso del suo intervento al Getty Research Institute. «È un elemento cruciale se si vuole avere ancora libertà di scelta, soprattutto nel processo creativo. Noi vogliamo un mondo in cui si possa scegliere, per le future generazioni è vitale».
Per Nolan è indispensabile che Hollywood si renda conto di come la pellicola sia ancora il miglior strumento per conservare film, pensiero che condividono molti altri suoi illustri colleghi, da Tarantino a Scorsese. «Quello che manca agli Studios e all’Academy è un medium stabile di archiviazione. Archiviare i film è essenziale per la nostra industria e la pellicola ha sempre dimostrato di essere una soluzione valida, che funziona». Scalzare il digitale, però, non sarà poi così facile, considerando anche come le risoluzioni ultra HD 4K e 8K siano già state testate. Senza dimenticare l’equipaggiamento delle sale, ormai quasi tutte fedeli alle nuove tecnologie (e Nolan ne sa qualcosa, date le polemiche a margine dell’iniziativa sulla proiezione anticipata di Interstellar rispetto alla release ufficiale). Ma Chris non è uno che molla, e senza dubbio andrà fino in fondo.
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Fonte: The Hollywood Reporter
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