Superman continua a dominare i grandi schermi di tutto il mondo, e nelle ultime ore James Gunn ha finalmente fatto chiarezza su uno dei cambiamenti più discussi di questa sua rivisitazione dell’iconico eroe DC. Il regista nonché sceneggiatore del film ha infatti preso di petto le critiche di una parte del fandom, facendo chiarezza sulle nuove circostanze riguardanti l’arrivo del kryptoniano sulla Terra.
Durante un’intervista rilasciata nelle ultime ore, Gunn ha spiegato il motivo dietro la scelta di ridefinire le origini di Kal-El come parte di un fallito tentativo di conquista da parte di Krypton. Una svolta narrativa che ha acceso un vivace dibattito online, tra chi l’ha vista come un tradimento dell’essenza del personaggio e chi invece l’ha accolta come un’evoluzione coerente con i tempi. Interrogato sull’argomento, il regista ha infatti spiegato:
“Sono un grande fan di Superman. Così, prima di tutto, ho dovuto fidarmi di me stesso che stavo per onorare gli elementi di Superman che avevamo bisogno di mantenere. E mi permetto anche di fare cambiamenti dove potrebbero funzionare e che non vadano contro l’integrità del personaggio. Quindi penso che […] si trattasse semplicemente di permetterci di cambiare parte della storia in un modo che fosse interessante per il DC Universe, ma non in modo che andasse contro chi è Superman. Ed è qualcosa che è già stato fatto nei fumetti molto prima.”
Nel film, la rivelazione arriva tramite un ologramma danneggiato di Jor-El (Bradley Cooper) e Lara (Angela Sarafyan), che Clark ha sempre interpretato come un messaggio di speranza. In seguito tuttavia, grazie all’intervento di Lex Luthor (Nicholas Hoult), emerge il contenuto completo del messaggio lasciato a Kal-El. Quest’ultimo era stato inviato sulla Terra non per integrarsi e guidare l’umanità, ma per ripristinare una società kryptoniana che l’avrebbe visto come dominatore del pianeta. Un piano di colonizzazione in piena regola, in cui gli umani vengono definiti “primitivi” e destinati a lasciare spazio ad una nuova discendenza perpetrata dall’ultimo figlio di Krypton.
Tale colpo di scena ha sovvertito completamente la narrativa affermatasi negli ultimi decenni, rimuovendo il destino predestinato e ponendo l’accento sulla scelta personale dell’eroe di fare del bene e proteggere le persone, al di là delle sue origini. Quella che potrebbe sembrare una novità assoluta a livello cinematografico, ha tuttavia già trovato ampio spazio nei fumetti, come sottolineato dallo stesso James Gunn.
In Man of Steel di John Byrne (1986), miniserie a fumetti che ha inaugurato il moderno canone del personaggio, la società di Krypton veniva descritta come dedita all’eugenetica ed emotivamente sterile. Nella celeberrima serie Smallville Jor-El spingeva Clark verso la conquista, mentre in L’Uomo d’Acciaio di Zack Snyder ci veniva mostrata tutta l’arroganza dei governanti di Krypton, sintomo di una società moralmente in declino.
Insomma, nel tempo non sono mancate rivisitazioni decisamente meno idealistiche del pianeta natale dell’eroe, con l’interpretazione di Gunn che ha portato all’estremo questo aspetto finendo per gettare ulteriore benzina sul fuoco delle discussioni tra i fan. Una scelta narrativa che rende tuttavia ancora più potente una delle grandi verità del film: sono le nostre azioni e le nostre scelte a determinare chi siamo.
Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!
Leggi anche: «Non ha niente a che vedere con quello»: James Gunn ha smentito uno dei dettagli più discussi di Superman
Foto: Warner Bros. Pictures
Fonte: IGN
© RIPRODUZIONE RISERVATA