Il nuovo Superman diretto da James Gunn ha sorpreso una buona parte del pubblico, non soltanto per il notevole successo di pubblico — oltre 220 milioni di dollari incassati nel primo weekend mondiale — ma anche, e soprattutto, per le accese polemiche che ne accompagnano l’uscita. Al centro del dibattito c’è una trama fortemente politica, che racconta la storia di una guerra tra due paesi immaginari: Bovaria e Jarhanpur. Il conflitto tra queste due nazioni fittizie sta generando un’accesa discussione online, poiché molti spettatori e commentatori politici ritengono che il film rappresenti chiaramente una metafora del conflitto reale tra Israele e Palestina.
Una lettura che per molti è palese: la Boravia, il cui presidente stesso ha delle somiglianze con Benjamin Netanyahu, è un Paese storicamente alleato degli Stati Uniti che invade il più povero Jarhanpur, i cui abitanti cercano di difendersi con mazze e pietre contro i carri armati che non si fermano neppure di fronte alla presenza di bambini. Una lettura che, inevitabilmente, ha scatenato il dibattito. Fra le voci più accese c’è quella di Hasan Piker, noto commentatore politico statunitense di sinistra e star della piattaforma Twitch, il quale in un video virale pubblicato su YouTube ha dichiarato che il film sarebbe un attacco esplicito allo stato israeliano. Secondo Piker, infatti, la pellicola sarebbe composta da «due ore e dieci minuti di “fan*ulo Israele” dall’inizio alla fine». Il commentatore ha anche aggiunto con decisione che chiunque neghi la correlazione con il conflitto israelo-palestinese starebbe mentendo.
Dal lato opposto, il popolare commentatore conservatore Ben Shapiro ha replicato duramente a questa interpretazione. Secondo quanto riportato da Forbes, Shapiro sostiene che soltanto chi possiede un «cervello di sinistra» potrebbe vedere nel film un parallelo con la realtà di Gaza, e ha aggiunto che la storia «non corrisponde ai fatti» del reale conflitto mediorientale, sottolineando che l’opera non avrebbe in alcun modo una vera e propria «agenda politica». Le reazioni al film non si limitano a singoli commentatori, ma si riflettono anche nella stampa internazionale, che continua a interrogarsi apertamente con titoli come: «Il nuovo film di Superman è anti-Israele?» oppure «Il nuovo Superman parla della guerra tra Israele e Hamas?». Inoltre, come riportato da Variety, «attivisti e influencer pro-palestinesi stanno esaltando il film sui social media per quello che considerano una chiara condanna di Israele, alla luce della recente e mortale campagna militare condotta a Gaza». Tuttavia, la stessa Variety precisa che la sceneggiatura di Gunn era stata consegnata a maggio 2023, «mesi prima dell’attuale escalation del conflitto tra Israele e Gaza» – ma i problemi nella zona vanno avanti da decenni.
Lo stesso regista James Gunn per la verità ha smentito la questione pochi giorni prima dell’uscita di Superman, dichiarando al Times di Londra: «Quando ho scritto questa sceneggiatura, il conflitto mediorientale non era ancora esploso. Ho cercato di inserire piccoli dettagli per allontanare la storia da quella realtà, ma non ha assolutamente niente a che vedere con il Medio Oriente. Parla semplicemente di un’invasione condotta da un paese molto più potente governato da un despota, ai danni di una nazione che presenta dei problemi a livello di storia politica, ma che non ha alcuna difesa contro l’altra. È una vicenda del tutto fittizia».
Nonostante le precisazioni di Gunn, il dibattito online non sembra destinato a placarsi rapidamente e, anzi, appare pronto a intensificarsi con il proseguire della permanenza in sala del film. D’altronde non è la prima volta che questo Superman suscita polemiche politiche: già prima del suo debutto, Gunn era stato criticato per aver definito il protagonista «un immigrato». Un commento che aveva scatenato reazioni negative nel mondo conservatore statunitense, tanto che Fox News aveva ribattezzato sarcasticamente la pellicola «SuperWoke». Per una parte del pubblico, invece, la smentita sul parallelismo tra le due guerre non sarà accolta positivamente, visto che è uno degli elementi di valore e di coraggio che vengono riconosciuti al film.
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