Da un lato c’è l’impronta epica e cupa di Zack Snyder. Dall’altro, la visione luminosa e ottimista voluta da James Gunn per rilanciare l’universo DC. Lo scontro tra i fan di Man of Steel (2013) e Superman (2025) non è solo un dibattito tra stili registici: negli anni è diventato terreno di battaglia su social, forum e community, spesso con toni accesi e polarizzanti. Ma ora che il nuovo film è finalmente uscito in sala, i numeri iniziano a parlare più forte delle opinioni. E ci dicono molto sul confronto tra i due volti moderni dell’Uomo d’Acciaio.
Il primo dato concreto riguarda gli incassi. Superman (2025), diretto da James Gunn e interpretato da David Corenswet, ha chiuso la sua prima settimana con 125 milioni di dollari nel mercato nordamericano, mentre a livello globale, il film ha esordito con 217 milioni. Nel 2013, Man of Steel aveva totalizzato 128 milioni negli Stati Uniti nel solo weekend d’esordio, per un totale di circa 210 milioni worldwide alla fine della prima settimana. Non c’è quindi un grosso scarto tra i due film, specie considerando l’inflazione e il fatto che il nuovo capitolo si difende con una distribuzione più equilibrata nel resto del mondo.
Sul fronte della ricezione critica e popolare, la distanza tra i due film si fa più marcata. Su Rotten Tomatoes, Superman ha ottenuto un Tomatometer dell’83%, basato su 383 recensioni professionali, mentre Man of Steel si ferma al 57% su 340 recensioni. Anche il pubblico ha premiato con più entusiasmo il nuovo film: 93% di Audience Score per Superman, contro il 75% della pellicola del 2013. Il quadro è confermato da Metacritic, dove Superman raggiunge un Metascore di 68 su 100, staccando di 13 punti il predecessore (fermo a 55). Il voto del pubblico, in questo caso, assegna a Superman un 7.4 su 10, contro un 7.5 storico per Man of Steel, l’unico caso in cui la versione di Snyder mantiene un piccolo margine. Su IMDb, infine, Superman ottiene un 7.7/10 con oltre 84.000 voti, superando i 7.1/10 di Man of Steel, che però rimane tra i titoli DC più votati di sempre, con un campione di circa 830.000 utenti. È un dato che suggerisce non solo una ricezione più calda per il film di Gunn, ma anche una nuova generazione di spettatori coinvolta nel rilancio dell’eroe kryptoniano.
I numeri parlano chiaro, insomma: Superman (2025) ha ricevuto una migliore accoglienza dalla critica e dal pubblico rispetto a Man of Steel. Ma sarebbe riduttivo leggere questo confronto solo in termini di “vittoria” o “sconfitta”. Le due versioni dell’Uomo d’Acciaio incarnano visioni profondamente diverse: da una parte un Superman più solare, umano e radicato nei valori della speranza; dall’altra una figura più drammatica, aliena e tormentata. Due approcci che riflettono sensibilità diverse e che hanno saputo conquistare pubblici differenti. E forse è proprio questa pluralità a confermare, ancora una volta, la forza del mito di Superman.
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