Anche dopo quasi 40 anni, questo resta uno dei film italiani di cui andare più fieri
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Anche dopo quasi 40 anni, questo resta uno dei film italiani di cui andare più fieri

Un capolavoro capace di raccontare l’Italia, i ricordi e l’amore per il grande schermo, diventando nel tempo uno dei simboli più emozionanti del nostro cinema

Anche dopo quasi 40 anni, questo resta uno dei film italiani di cui andare più fieri

Un capolavoro capace di raccontare l’Italia, i ricordi e l’amore per il grande schermo, diventando nel tempo uno dei simboli più emozionanti del nostro cinema

nuovo cinema paradiso

Ci sono film che appartengono a un’epoca precisa e altri che, con il passare degli anni, sembrano acquistare ancora più valore. Il cinema italiano ne ha regalati molti alla storia della settima arte, dal neorealismo alle grandi stagioni della commedia fino agli autori contemporanei. Pochi titoli, però, sono riusciti a trasformare qualcosa di profondamente legato alla nostra cultura e alla nostra memoria in un’emozione capace di parlare agli spettatori di tutto il mondo. Tra questi occupa inevitabilmente un posto speciale Nuovo Cinema Paradiso, il capolavoro di Giuseppe Tornatore.

Uscito nel 1988, il film arrivò dopo Il camorrista e contribuì in maniera decisiva alla consacrazione internazionale del regista siciliano. Il suo percorso sarebbe stato accompagnato da riconoscimenti prestigiosissimi: Oscar, Golden Globe e BAFTA come miglior film straniero, oltre al Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes. Premi che hanno contribuito a trasformarlo in uno dei simboli più conosciuti e celebrati del nostro cinema fuori dai confini italiani.

Eppure, prima ancora dei trofei, è la storia raccontata da Tornatore ad avergli permesso di resistere al tempo. Il protagonista è Salvatore, un regista ormai affermato che ha lasciato da molti anni il paese in cui è cresciuto. La morte di Alfredo, il proiezionista del cinema locale e una delle figure decisive della sua infanzia, riapre improvvisamente una porta che sembrava chiusa. Il ritorno alle origini diventa così anche un ritorno ai ricordi, agli anni della formazione e a tutto ciò che ha contribuito a renderlo l’uomo che è diventato.

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Dentro questa memoria occupa naturalmente un ruolo centrale il Nuovo Cinema Paradiso, la sala del paese attorno alla quale ruota una parte fondamentale della vita della comunità. Non è soltanto il posto in cui vengono proiettati i film: è un luogo d’incontro, uno spazio in cui ci si innamora, si ride, si discute e si sogna insieme. Prima che la televisione cambiasse radicalmente il rapporto del pubblico con le immagini, il cinema poteva rappresentare il cuore pulsante di una comunità, e Tornatore riesce a restituire proprio quella dimensione collettiva.

È lì che il piccolo Salvatore si avvicina per la prima volta alla macchina della proiezione e stringe il rapporto con Alfredo, uomo apparentemente burbero destinato però a diventare maestro, amico e punto di riferimento. La cabina di proiezione assume quasi i contorni di un luogo incantato, mentre attorno ad essa prendono vita alcuni dei momenti più ricordati del film, compresa la censura dei baci imposta dal sacerdote del paese. Dettagli che raccontano un mondo ormai lontano, ma che contribuiscono a rendere ancora più forte il legame tra il protagonista e quelle immagini luminose sul grande schermo. In Nuovo Cinema Paradiso c’è inoltre una componente personale particolarmente significativa. Tornatore ha attinto anche alla propria esperienza e al rapporto con Mimmo Pintacuda, figura importante nella sua formazione. A completare l’identità del film c’è poi la musica di Ennio Morricone, diventata inseparabile dalle immagini e dalla malinconia che attraversa l’intero racconto.

Il destino del film, inoltre, non fu immediatamente quello di un classico. In Italia l’accoglienza iniziale fu infatti piuttosto tiepida e soltanto in seguito, anche grazie allo straordinario successo ottenuto all’estero, l’opera venne profondamente rivalutata dal pubblico italiano. Con il tempo è diventata invece uno dei titoli più rappresentativi della nostra cinematografia e una presenza ricorrente nelle selezioni dedicate ai grandi film non in lingua inglese.

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Forse è proprio questo uno dei motivi per cui Nuovo Cinema Paradiso continua a conservare intatta la propria forza. Tornatore non racconta soltanto la passione per i film, ma ciò che il cinema può lasciare dentro chi lo guarda: ricordi, desideri, incontri e perfino una parte della propria identità. E mentre il mondo descritto sullo schermo appare sempre più distante, quell’emozione rimane sorprendentemente familiare.

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