All’inizio doveva essere il David Yates di harrypotteriana memoria a dirigerlo. Poi si parlò di Ben Affleck e più di recente di Scott Cooper (Out of the Furnace). Oggi è il nome di Paul Greengrass a saltare fuori relativamente a uno dei progetti di adattamento letterario più ambiziosi che si ricordino: quello di The Stand, nell’edizione italiana L’ombra dello scorpione, romanzo-fiume di Stephen King nato da un suo racconto intitolato Night Surf e diventato, nel corso di stesure successive e “director’s cut” varie, un ponderoso volume tra horror, filosofia e teologia che supera abbondantemente le 1.000 pagine di lunghezza (oltre a venire adattato successivamente come serie a fumetti).

A dire la verità, il romanzo è già stato adattato: nel 1994 uscì sotto forma di miniserie tv, con Gary Sinise e Molly Ringwald protagonisti. Manca però ancora una vera trasposizione “da sala”,e Greengrass, che quest’anno ha già fatto impazzire mezzo mondo con Captain Phillips, è in trattative con Warner Bros. per mettere in piedi il progetto; nel caso non conosceste il romanzo, L’ombra dello scorpione racconta l’arrivo di un virus che spazza via gran parte dell’umanità e lascia dietro di sé uno sparuto manipolo di sopravvissuti, che dovranno reinventarsi un modo di vivere e con esso un sistema sociale, etico e (perché no) religioso da usare come bussola morale. È soprattutto la prima parte che ci fa pensare a Greengrass, il cui stile si adatterebbe alla perfezione al racconto di un’epidemia su scala mondiale. Come il regista tratterà la seconda parte del romanzo, quella fatta di silenzi, paesaggi desolati e lunghe elucubrazioni intellettuali, è invece tutto da vedere, e noi speriamo di vederlo presto.

Fonte: Slashfilm

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