Ant-Man, il cinecomic che concluderà la Fase 2 della Marvel, ha avuto una produzione decisamente difficile: funestata da slittamenti e abbandoni, il caso più eclatante ha riguardato senza dubbio l’allontanamento del regista (e sceneggiatore) Edgar Wright.

La notizia, hai tempi, scatenò l’insofferenza anche della bella Evangeline Lilly… Che quasi decise di lasciare il progetto. Già dal principio, in realtà, l’attrice non era affatto interessata a partecipare, considerandosi una snob dei film da popcorn: solo la presenza di Wright e Paul Rudd le fece cambiare idea, e l’abbandono del primo creò in lei non pochi problemi.
Come ha rivelato infatti oggi a Buzzfeed, il materiale prodotto dal regista era davvero convincente. La sceneggiatura, in particolare, aveva convinto tutti: «penso che l’idea di Edgar di miscelare insieme la storia di Hank e Scott fosse brillante. C’era chi voleva sapere di più di uno, e chi dell’altro. Credo che così faremo felici tutti. E quel che è fico, sapete, è che Janet Van Dyne è mia madre, Hank Pym è mio padre. Sono stata cresciuta da due supereroi. Il mio personaggio è cazzuto, è capace, davvero competente e molto femminile. Davvero molto cool».

Poi è arrivato il doloroso abbandono di Edgar Wright (sostituito da Peyton Reed). A proposito di questo, Evangeline Lilly è stata molto dura: «ho pensato “la marvel si comportasse da bulla, vuole un fantoccio senza idee. Quindi esco anche io dal progetto”. Non ho firmato finché non ho ricevuto la nuova sceneggiatura.» Infine, l’attrice ha confermato il rumor sul vero motivo che ha spinto Wright lontano dalla Casa delle Idee: il regista aveva scritto un film secondo il suo gusto, destinato più ad essere una pellicola “standalone“. Il problema è che anche Ant-Man deve inserirsi appieno nell’universo Marvel, e quindi la sua proposta è andata in fumo: « Sarebbe stata una pellicola fuori al coro, non importa quanto bella. Avrebbe trascinato il pubblico fuori dall’universo che stanno creando e rovinato la sospensione dell’incredulità che hanno costruito.»

Fonte: collider

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