Il New York Times ha recentemente chiesto a 121 grandi cineasti, critici e figure di spicco del cinema contemporaneo di stilare la loro personale classifica dei migliori film del XXI secolo. Tra le molte liste pubblicate, una in particolare ha catturato l’attenzione per alcune scelte insolite e suggestive: quella di un regista italiano di fama internazionale, che ha inserito nella sua top ten titoli molto diversi tra loro, dal cinema d’autore asiatico al dramma intimista europeo, fino a film indipendenti meno noti ma di grande valore artistico.
Parliamo di Luca Guadagnino, uno dei registi più amati del momento anche a livello internazionale, grazie al successo di Chiamami col tuo nome, Challengers e del recente Queer – atteso ora a quanto pare con un film incentrato sull’intelligenza artificiale. Tra le opere scelte dall’autore, in mezzo a titoli come In the Mood for Love e History of Violence, spicca Io e te del leggendario regista italiano Bernardo Bertolucci, un film spesso sottovalutato ma che, nelle mani di questo autore, assume un significato profondo e personale.
Tratto da un romanzo di Niccolò Ammaniti, racconta la storia di Lorenzo, un adolescente introverso che decide di isolarsi in cantina per una settimana, fuggendo dalla realtà e dai coetanei. Tuttavia, il suo rifugio si trasforma quando arriva inaspettatamente sua sorella Olivia, con cui instaurerà un rapporto complesso fatto di tensioni, conflitti e, infine, di intimità familiare.
Io e te è un’opera di delicatezza e introspezione, un viaggio nel cuore fragile dell’adolescenza e nella difficoltà di comunicare i propri sentimenti più nascosti. Nel suo ultimo film, l’autore di Novecento e del controverso The Dreamers ha voluto costruire un microcosmo emotivo che rende il film un’esperienza intima e coinvolgente. È un’opera da vedere per chi ama il cinema che indaga le sfumature dell’animo umano senza ricorrere a eccessi narrativi, ma affidandosi alla forza del silenzio e delle espressioni sottili.
Accanto a questo titolo italiano, la lista contiene film di grande rilievo e diversità, come History of Violence di David Cronenberg, che con la sua tensione drammatica esplora la natura violenta e repressa dell’essere umano, o In the Mood for Love di Wong Kar-wai, capolavoro visivo e sentimentale sul desiderio e la solitudine. Vi si trovano inoltre pellicole meno conosciute come Fat Girl di Catherine Breillat, un ritratto crudo e intenso dell’adolescenza femminile, e Redacted di Brian De Palma, un film documentaristico e controverso sulla guerra in Iraq.
Interessanti anche le scelte di cinema asiatico meno mainstream, come Millennium Mambo di Hou Hsiao-Hsien, un racconto poetico e ipnotico sulla gioventù taiwanese, o Teza di Haile Gerima, una riflessione politica e personale sull’Etiopia contemporanea. La lista si completa con titoli più sperimentali e di nicchia, come Sex Is Comedy di nuovo di Catherine Breillat e Ghosts of Mars di John Carpenter, confermando una predilezione per film che, pur differenti per genere e stile, offrono un punto di vista originale e spesso coraggioso.
Questa top ten, quindi, non si limita ai grandi blockbuster o ai classici canonici, ma valorizza soprattutto opere capaci di indagare temi complessi con linguaggi cinematografici innovativi e personali. Le scelte di Luca Guadagnino sottolineano l’importanza di un cinema intimo e riflessivo, capace di parlare al pubblico con autenticità e sensibilità.
La ricca selezione del New York Times, comprende molti altri grandi autori e scelte curiose: Bong Joon-ho per esempio ha inserito tra i suoi 10 film migliori del XXI secolo anche Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher e La guerra dei mondi di Steven Spielberg, mentre Celine Song e Pedro Almodovar hanno omaggiato lo stesso Luca Guadagnino inserendo nelle loro Chiamami col tuo nome e Queer.
Potete consultare la lista completa e i contributi degli altri votanti A QUESTO LINK . Siete d’accordo con le scelte del regista italiano? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.
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