Il ritorno di Leroy Jethro Gibbs non sarà una semplice apparizione destinata a premiare i fan più affezionati. Dal 6 ottobre 2026, con l’inizio negli Stati Uniti della terza stagione di NCIS: Origins, Mark Harmon tornerà stabilmente nei panni del personaggio che ha guidato NCIS per quasi vent’anni, entrando in una storia destinata ad accompagnare l’intera stagione. Una novità importante per un franchise che, dopo l’uscita di Gibbs dalla serie madre nel 2021, aveva continuato a mantenerne viva la presenza senza riportarlo davvero al centro dell’azione.
Origins aveva già trovato un modo naturale per coinvolgere Harmon, affidandogli la voce narrante del Gibbs adulto mentre Austin Stowell interpreta la sua versione più giovane negli anni Novanta. La stagione 3 cambierà però questa struttura: le due versioni del personaggio avranno entrambe un ruolo centrale, su linee temporali diverse ma collegate da un mistero che parte dal presente e affonda le proprie radici negli anni trascorsi a Camp Pendleton.
Dove avevamo lasciato Gibbs dopo NCIS
Per capire il peso del ritorno bisogna tornare alla stagione 19 della serie madre. Gibbs esce di scena nell’episodio Great Wide Open, dopo un’indagine che lo porta in Alaska insieme a Timothy McGee. Risolto il caso, Gibbs comunica al collega di non avere intenzione di rientrare a Washington. La scelta non nasce da una nuova missione né da un obbligo professionale. Gibbs decide semplicemente di fermarsi. Dopo anni segnati dalla morte della moglie Shannon e della figlia Kelly, dai molti lutti vissuti all’NCIS e da un rapporto sempre più difficile con le regole dell’agenzia, trova in Alaska una tranquillità che non provava da molto tempo.
La serie evita quindi di uccidere il personaggio o di costruire un addio definitivo. Gibbs resta vivo, lontano dall’NCIS e volontariamente ritirato. È una soluzione che consente a Mark Harmon di lasciare il ruolo regolare senza chiudere completamente la porta a un futuro ritorno. Negli anni successivi, infatti, Gibbs continua a esistere dentro il franchise. Harmon resta coinvolto come produttore esecutivo, diventa la voce narrante di NCIS: Origins e torna anche brevemente sullo schermo. Nessuna di queste apparizioni, però, ha avuto finora il peso annunciato per la terza stagione del prequel.
Perché Gibbs torna in NCIS: Origins
La produzione ha mantenuto il segreto sulla natura precisa del mistero, ma ha già chiarito il punto di partenza: qualcosa proveniente dal passato di Gibbs arriverà fino alla sua vita in Alaska, costringendolo a uscire dall’isolamento che aveva scelto. Lo showrunner David J. North ha sottolineato che, per convincere Gibbs ad abbandonare la tranquillità conquistata dopo tanti anni, deve essere accaduto qualcosa di particolarmente importante. Non si tratta dunque di una missione casuale o di una semplice richiesta di aiuto. Il nuovo arco coinvolgerà persone e vicende collegate ai suoi anni a Camp Pendleton, quando il giovane Gibbs muoveva i primi passi nel NIS sotto la guida di Mike Franks.
Proprio questo collegamento permette a Origins di lavorare contemporaneamente su due epoche. Nel presente vedremo Harmon affrontare le conseguenze di qualcosa accaduto decenni prima; negli anni Novanta sarà Austin Stowell a mostrare l’origine di quella storia. La prima puntata della stagione 3, Don’t You Forget About Me, ritroverà Gibbs in Alaska quando alcuni “fantasmi del passato” interromperanno la sua vita tranquilla. La produzione non ha ancora chiarito se questa espressione debba essere interpretata letteralmente come il ritorno di vecchi personaggi o più genericamente come la riapertura di vicende mai risolte.
Gibbs lascerà l’Alaska e tornerà in azione
Un elemento è invece già confermato: il Gibbs del presente non resterà in Alaska per tutta la stagione. Già nel secondo episodio, My Own Worst Enemy, tornerà alla civiltà e chiederà aiuto a un vecchio amico, Woody. La scelta di Woody mostra bene come dovrebbe funzionare la struttura della nuova stagione. Il personaggio comparirà anche nella linea temporale del 1992, dove il giovane Gibbs e la squadra saranno coinvolti in un caso che lo riguarda. Il pubblico potrà quindi osservare lo stesso rapporto a distanza di oltre trent’anni e capire quali conseguenze abbia avuto sul Gibbs del presente.
Harmon non comparirà soltanto nella premiere o in pochi episodi speciali: il suo arco è stato annunciato come una storyline lunga tutta la stagione. È questo il dettaglio che distingue il ritorno dalle precedenti apparizioni dell’attore e che rende la terza stagione di Origins particolarmente importante per chi segue il personaggio dai tempi della serie madre.
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Cosa ha detto Mark Harmon sul ritorno di Gibbs
Anche Mark Harmon ha chiarito che il nuovo arco non era stato pianificato da anni. L’idea è nata durante lo sviluppo di Origins e, secondo l’attore, doveva essere abbastanza interessante da giustificare un ritorno così importante. Harmon ha spiegato che «doveva essere un’idea che mi piacesse» e ha ammesso di essere contento di essere nuovamente coinvolto sullo schermo. Il suo rapporto con Gibbs, del resto, non si era mai davvero interrotto: anche dopo aver lasciato la serie madre, ha continuato a lavorare sull’universo del personaggio come produttore e narratore. La nuova stagione permetterà inoltre di approfondire il confronto indiretto con Austin Stowell, chiamato a interpretare Gibbs nel periodo più fragile e meno conosciuto della sua vita. Harmon ha espresso pubblicamente apprezzamento per il collega e per il modo in cui ha raccolto un ruolo inevitabilmente legato alla sua interpretazione storica.
Dal 6 ottobre, quindi, NCIS: Origins non racconterà soltanto come Leroy Jethro Gibbs è diventato l’uomo conosciuto nella serie madre. Per la prima volta dovrà mostrare anche cosa succede dopo il suo addio all’NCIS: quale evento riesce a strapparlo alla pace trovata in Alaska, quali conti del passato sono rimasti aperti e soprattutto quanto del vecchio agente esista ancora nell’uomo che aveva deciso di lasciarsi tutto alle spalle.
Foto: Belisarius Productions / CBS Studios
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