Il 2011 si sta per chiudere, con gli ultimi colpi di coda cinematografici e in attesa di un 2012 che si preannuncia scoppiettante. È dunque tempo di bilanci, come sempre di questo periodo: si stilano classifiche, si confrontano i gusti, si  va a scavare nella memoria per non dimenticarsi di quel bellissimo film visto lo scorso gennaio quando il 2011 assomigliava ancora pericolosamente alla fine del 2010.

Anche a Best Movie amiamo fare classifiche e bilanci, e in un anno come il 2011, così ricco di grandi film e “casi” di cui si è parlato, discusso e litigato. Dopo lunghe riunioni, votazioni segrete, confronti, discussioni e risse in redazione, siamo giunti a una top ten definitiva, che racchiude il meglio del meglio di quest’annata cinematografica secondo noi. Eccola a voi:

1. Drive

Il cult, il caso, la rivelazione: la pellicola più discussa e adorata dell’anno (e non solo da noi) viene da Hollywood ma ha un’anima indie, garantita dalla regia di classe del danese Nicolas Winding Refn e dagli sguardi innamorati e disperati di Ryan Gosling e Carey Mulligan. Drive è la dimostrazione che anche una storia semplice (quella dell’anonimo autista di rapine che mette in gioco tutto per amore) può diventare un capolavoro.
La nostra recensione

2. Habemus Papam

Brillante, pungente e attualissimo. Un Nanni Moretti in forma come non lo si vedeva da anni (dietro e davanti la macchina da presa) e uno strepitoso Michel Piccoli mettono in scena il racconto tragicomico della riabilitazione psicologica di un Papa neoeletto – e incapace di accettare le proprie responsabilità. Quando umano e divino si incontrano attraverso una risata.
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3. Il Grinta

Eguagliare, e forse superare, il capolavoro con John Wayne: impresa non facile quella in cui si sono imbarcati i fratelli Coen, che però con Il Grinta sono tornati alle radici letterarie (cioè il romanzo di Charles Portis) della storia di Rooster Cogburn, hanno arruolato Jeff Bridges e Matt Damon, e hanno scoperto un piccolo-grande talento (quello di Hailee Steinfeld), dando vita a un racconto epico sulla morte del Vecchio West, destinato a restare nella nostra memoria ancora per molti anni.

4. The Tree of Life

Terrence Malick non è certo un autore prolifico, ma quando gira un film nuovo lascia sempre e comunque il segno. Adorato da alcuni, odiato da altri, The Tree of Life è probabilmente il film più controverso dell’anno, per il modo in cui mescola le vicende private di una famiglia, con riflessioni e simbolismi sull’origine dell’universo e sul senso della vita. Visivamente sontuoso come pochi altri film visti quest’anno.
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5. Carnage

Due coppie borghesi e rispettabili si incontrano per confrontarsi sul litigio che ha coinvolto i rispettivi figli. La serata finisce tra insulti epici, reciproche accuse, sferzanti invettive e il progressivo sgretolamento di ogni basilare norma del vivere civile. Solo Polanski poteva creare una piéce teatral-cinematografica così efficace con così pochi mezzi (una stanza, quattro attori dal talento fuori dal comune, i migliori dialoghi dell’anno).
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6. 127 ore

Se Buried era stata una bellissima sorpresa nel genere “film claustrofobici girati in un solo luogo” (una tomba, in quel caso), 127 ore ne è stato l’apice: uno straordinario James Franco, la regia iper-inventiva di Danny Boyle e la storia (vera) di Aron Ralston, alpinista rimasto intrappolato in un canyon per, appunto, 127 ore. Ingredienti che ci hanno tenuti incollati alla sedia come i migliori thriller d’azione.

7. Le Idi di marzo

Un film sull’etica, sulla politica, sulla comunicazione, sulla coscienza sociale e quella privata, sui limiti da superare per ottenere il successo e su quelli invalicabili… Insomma, sarà anche troppo predicatorio, ma quando George Clooney decide di mettersi a fare cinema a modo suo ha pochi rivali al mondo.
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8. Il discorso del re

Una storia di redenzione e automiglioramento (come piacciono tanto agli americani), con protagonista un nobile ma umanissimo sovrano (così anche gli europei sono contenti): il re di Colin Firth è fatto apposta per far felici tutti, e infatti, tra Oscar e lodi sperticate, Il discorso del re è uno dei film più universalmente amati dell’anno. Anche da noi.

9. Vallanzasca

Con Romanzo criminale abbiamo dimostrato che anche noi sappiamo come si gira una crime story. Con Vallanzasca abbiamo fatto vedere che anche nella nostra storia ci sono pagine buie che vale la pena di raccontare, e bene. Alla faccia di tutti i Dillinger e gli Al Capone del mondo, con un applauso particolare allo straordinario Kim Rossi Stuart.

10. Il cigno nero

Ancora Aronofsky, ancora una storia di ossessione e perdita/ritrovamento di sé stessi. Dopo il nerboruto Mickey Rourke di The Wrestler, è il turno dell’aggraziata Natalie Portman e del suo talento da ballerina. Nonché dei suoi fantasmi privati: l’ombra invadente della madre, la perfezione totalizzante di un balletto, la conturbante Mila Kunis.

Sono rimasti fuori per un pelo dalla top 10… Kick-Ass, Tintin, Boris, This Must Be the Place e Midnight in Paris. Ma ci sono comunque piaciuti moltissimo!

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