Pochi la ricordano, ma questa serie sui supereroi ha battuto The Boys al suo stesso gioco
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Pochi la ricordano, ma questa serie sui supereroi ha battuto The Boys al suo stesso gioco

Qualche anno prima della serie di Eric Kripke, Amazon aveva già decostruito la figura del supereroe con uno show ingiustamente sottovalutato

Pochi la ricordano, ma questa serie sui supereroi ha battuto The Boys al suo stesso gioco

Qualche anno prima della serie di Eric Kripke, Amazon aveva già decostruito la figura del supereroe con uno show ingiustamente sottovalutato

un frame della serie di supereroi The Tick

Nel 2019 The Boys è approdata su Prime Video rivoluzionando in maniera del tutto inaspettato l’approccio verso la rappresentazione dei supereroi non esitando a rivisitarli sotto la lente di una satira feroce e dissacrante. Tuttavia non sono in molti a sapere che una simile opera di decostruzione della figura del supereroe era stata già messa in atto dalla stessa Amazon appena tre anni prima con una serie decisamente sottovalutata.

Basata sull’omonimo fumetto creato da Ben Edlund, The Tick ha debuttato nel 2016 mostrando fin da subito al pubblico tutte le potenzialità insite nel ribaltare le convenzioni tipicamente associate ai supereroi, alternando azione, comicità, e una buona dose di assurdità. La storia segue le avventure dell’entusiasta e apparentemente invincibile Tick, interpretato da Peter Serafinowicz, e del suo improbabile compagno Arthur, interpretato da Griffin Newman. I due si ritrovano coinvolti in una cospirazione che ruota attorno a un potente supercriminale creduto morto, dando vita a una serie di eventi tanto spettacolari quanto esilaranti.

Pur senza raggiungere il successo planetario di The Boys, The Tick resta una delle satire supereroistiche più riuscite degli ultimi anni. La serie prende di mira praticamente ogni aspetto del genere, ma lo fa con uno stile completamente diverso, adottando un registro molto meno cinico, più leggero e profondamente affettuoso nei confronti del materiale originale. Gran parte del merito va all’improbabile coppia di protagonisti. Tick affronta qualsiasi situazione con un ottimismo incrollabile e una fiducia quasi ingenua nella giustizia, mentre Arthur è l’esatto opposto, essendo un timido contabile divorato dall’ansia, che non ha alcuna intenzione di diventare un supereroe. È proprio il contrasto tra i due a generare gran parte delle gag, ma anche alcuni dei momenti più sinceri e indimenticabili della serie.

Il nucleo emotivo dei personaggi rimane infatti in primo piano anche nelle sequenze d’azione più spettacolari e, sebbene eroi e villain siano tutti volutamente sopra le righe, la scelta di interpretare i rispettivi ruoli con assoluta serietà crea un contrasto irresistibile ha permesso a The Tick di mantenere ancora oggi tutta la sua unicità anche a distanza di un decennio. Insomma, se a The Boys va dato il merito di aver reso la decostruzione del mito del supereroe popolare presso il grande pubblico, The Tick aveva già dimostrato con largo anticipo come tale strada potesse essere percorsa, anche se in maniera molto più scanzonata.

Curiosamente, The Tick era già stato protagonista di una celebre serie animata negli anni ’90, mentre successivamente ebbe un primo adattamento televisivo live-action nel 2001 con una serie Fox che vedeva il protagonista interpretato da Patrick Warburton nella serie prodotta da Fox nel 2001. Nonostante sia durata appena nove episodi, anche quella versione è diventata un piccolo cult grazie al suo umorismo surreale e alla perfetta interpretazione del protagonista.

Le due incarnazioni televisive hanno la stessa idea di partenza, pur seguendo strade differenti. La serie del 2001 abbraccia apertamente il tono cartoonesco dei fumetti originali, mentre quella del 2016 sceglie un approccio più realistico e cinematografico. Ad ogni modo, pur mantenendo intatta la sua vena assurda, questa è riuscita a raccontare una storia più moderna e sorprendentemente coinvolgente, dimostrando come la satira dei supereroi non abbia necessariamente bisogno di essere brutale per lasciare il segno.

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Foto: MovieStillsDB

Fonte: ScreenRant

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