Pochi lo ricordano, ma questo thriller del 2004 è un pugno nello stomaco che distrugge le nostre certezze
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Pochi lo ricordano, ma questo thriller del 2004 è un pugno nello stomaco che distrugge le nostre certezze

Sottovalutato da molti, questo film ha regalato al pubblico la performance più intensa e coraggiosa della carriera di Kevin Bacon

Pochi lo ricordano, ma questo thriller del 2004 è un pugno nello stomaco che distrugge le nostre certezze

Sottovalutato da molti, questo film ha regalato al pubblico la performance più intensa e coraggiosa della carriera di Kevin Bacon

un frame del thriller co Kevin Bacon The Woodsman

 Nel corso della sua carriera Kevin Bacon ha saputo reinventarsi più volte, lasciandosi ben presto alle spalle l’immagine del ragazzo brillante e scatenato di Footloose per avventurarsi in territori sempre più oscuri e disturbanti. Tuttavia, tra i molti personaggi inquieti, ambigui o apertamente tormentati che ha interpretato negli anni, nessuno ha rappresentato una svolta tanto radicale quanto il ruolo Walter, protagonista di The Woodsman – Il segreto, thriller del 2004 che ancora oggi rimane uno dei titoli più scomodi e difficili da affrontare.

Tratto dall’opera teatrale di Steven Fechter, il film diretto da Nicole Kassell costruisce un ritratto spietato e stratificato di un uomo appena uscito di prigione dopo aver scontato dodici anni per crimini terribili contro dei minori. Walter torna così a Philadelphia con il peso di un passato impossibile da cancellare nel disperato tentativo di restare sulla retta via. Trova lavoro in una segheria, prova a ricostruirsi una quotidianità e intreccia un rapporto con una collega, Vicki, interpretata da Kyra Sedgwick, mentre prosegue un percorso terapeutico specifico.

A sorvegliarlo da vicino c’è anche il sergente Lucas, interpretato da Yasiin Bey, convinto che prima o poi l’uomo tornerà a cedere ai suoi impulsi. The Woodsman rivela così la sua vera natura, tendente a un doloroso studio psicologico, scomodo e profondamente ambiguo. Walter è osservato costantemente dagli altri come un reietto, e il film non prova mai ad assolverlo o a renderlo rassicurante. Al contrario, lo segue con uno sguardo gelido, lucidissimo, lasciando emergere tutta la violenza del conflitto interiore che lo attraversa.

proprio questo è forse l’aspetto più destabilizzante del thriller di Kassell. The Woodsman non cerca la scorciatoia della manipolazione emotiva. Non chiede allo spettatore di provare simpatia Walter, né pretende di cancellare l’orrore delle sue azioni, ma ci pome invece davanti a una realtà scomodissima e tutt’altro che di facile lettura, quella di un uomo profondamente disturbato che tenta di arginare il proprio lato peggiore senza che questo significhi ottenere automaticamente redenzione. Il suo desiderio di riavvicinarsi alla sorella, con l’aiuto del cognato interpretato da Benjamin Bratt, suggerisce un bisogno di perdono che però non trova mai una risposta semplice né consolatoria.

La forza del film passa inevitabilmente dalla prova di Kevin Bacon, qui autore di una delle interpretazioni più coraggiose e misurate della sua carriera. Invece di trasformare Walter in un mostro da incubo o in una figura tragica da compatire, l’attore lavora tutto in sottrazione. Ci sono sequenze in cui il personaggio osserva ragazzine in luoghi pubblici, segue i propri impulsi, si ferma a un passo dal precipizio. Sono scene girate con grande controllo, quasi senza dialoghi, nelle quali Bacon riesce a comunicare il tormento del personaggio senza cedere mai all’enfasi.

Tra i momenti più devastanti del film c’è senza dubbio quello che coinvolge Robin, una giovane ragazza appassionata di birdwatching. In una delle fasi più critiche del racconto, Walter arriva vicinissimo a cedere del tutto, ma l’incontro prende una piega inattesa e profondamente dolorosa. Quella scena, giocata su un equilibrio sottilissimo tra tensione, fragilità ed empatia, racchiude tutta la complessità morale del film e mostra con impressionante chiarezza quanto Bacon sia riuscito a restituire il crollo interiore del suo personaggio.

The Woodsman – Il segreto cammina per tutta la sua durata su un confine pericoloso, quello tra la necessità di respingere ciò che Walter rappresenta e il tentativo di capire come possa esistere un simile abisso nell’animo umano. Non offre risposte nette, non distribuisce assoluzioni e non offre la redenzione sul piatto, tuttavia è proprio questa assenza di conforto a renderlo così potente. Si tratta di un thriller che demolisce ogni certezza morale prefabbricata e che costringe lo spettatore a confrontarsi con una domanda insostenibile, quella sul significato stesso della redenzione, rivelandosi capace di lasciare ferite aperte anche molto dopo l’arrivo dei titoli di coda.

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Foto: MovieStillsDB

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