Qualche giorno prima della fine delle riprese a luglio di SPECTRE, il ventiquattresimo Bond, Daniel Craig ha rilasciato un’intervista a Entertainment Weekly, affrontando la solenne questione che in questi mesi sta ruotarno attorno alla saga di 007. E, non essendo caratterialmente uno molto propenso a esporsi, è sembrato un po’ riluttante nel rispondere.

Riguardo al Post-Spectre, Craig è contrattualmente obbligato ad apparire in un altro film di 007. E sebbene i bookmaker non siano particolarmente entusuasti dei papabili sostituti (qui trovate il candidato più probabile), era inevitabile chiedergli «Per quanto ancora interpreterai Bond?». E, in effetti, quanto possiamo aspettarci che vada avanti?

«Non posso darvi una risposta seria in questo momento» ha detto Craig. «Non è che la voglio rendere difficile. È che non ci ho pensato affatto»

«Questo film mi ha tenuto impegnato per due anni della mia vita. E ho solo bisogno di una pausa». E ha continuato così: «Ho bisogno di tornare a una vita normale. Ho bisogno di tornare alla mia famiglia, che non è affatto contenta di me. Non sto facendo il riservato. Le persone vogliono una risposta da me, ma io non ce l’ho».

La produttrice storica della saga di Bond, Barbara Broccoli, non ha confermato che l’attore 47enne sarà il protagonista del prossimo capitolo ancora senza titolo e senza trama, ma ha definito Craig «il cuore pulsante al centro» del franchise e ha apprezzato la sua abilità nell’indurre Christoph Waltz (il villain Oberhauser di Spectre) e Léa Seydoux (l’amore di turno di 007) a partecipare all’ultimo film.

«Daniel ha rinvigorito questo personaggio» ha detto la Broccoli a EW sul set di Spectre a Londra a maggio. «Lo ha reso contemporaneo, gli ha dato profondità, risonanza e umanità. La parte è sua. È così carismatico e  vogliono lavorare con lui attori del calibro di Christoph e Lea, Ralph Fiennes e Ben Whishaw».

Fonte: Entertainment Weekly

 

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