L’universo di Predator ha appena compiuto un passo inaspettato e potenzialmente rivoluzionario grazie al nuovo film d’animazione Predator: Killer of Killers, disponibile in streaming su Disney+ dal 10 giugno. Diretto da Dan Trachtenberg, già regista del prequel Prey, questo film animato antologico non solo porta una ventata d’aria fresca nel franchise, ma introduce un colpo di scena finale che potrebbe cambiare per sempre il modo in cui guardiamo all’intera saga.
A prima vista, Killer of Killers si presenta come un’avventura animata di 90 minuti, vietata ai minori, con storie autoconclusive ambientate in epoche diverse. Protagonisti di ciascun segmento sono umani che riescono a sconfiggere un Predator — un’impresa già nota ai fan della saga — ma il vero punto di svolta arriva nel finale, quando i tre personaggi principali (Ursa, Kenji e Torres) vengono catturati dai Predator e risvegliati su un pianeta alieno. Lì vengono costretti a combattere tra loro in un’arena per il divertimento dei loro carcerieri. Solo due riescono a fuggire. Ursa, invece, si sacrifica e viene nuovamente ibernata.
Ed è proprio in questo momento che Killer of Killers svela il dettaglio più importante: nella stanza criogenica dove Ursa viene trasportata, la telecamera si sofferma sul volto addormentato di Naru, la protagonista di Prey interpretata da Amber Midthunder. Questo dettaglio non è solo un omaggio o un easter egg per i fan più attenti: è un vero e proprio punto di svolta narrativo. Significa che chiunque abbia ucciso un Predator — da Dutch (Arnold Schwarzenegger) nel film originale del 1987 a Mike Harrigan (Danny Glover) in Predator 2 — potrebbe essere stato catturato e conservato in animazione sospesa per un torneo intergalattico letale orchestrato dagli Yautja, la razza aliena dei Predator.
In un solo colpo, Killer of Killers riesce dove tanti sequel avevano fallito: dare coerenza a una saga sempre più frammentata, estendendo il racconto attraverso epoche e protagonisti diversi, senza forzature narrative o complicati multiversi. Anzi, questa trovata conferisce anche un’aura tragica agli eroi dei film passati: la loro lotta non era la fine, ma solo l’inizio di un gioco mortale molto più grande.
E mentre i fan iniziano a ricollegare i tasselli di questo puzzle galattico, cresce l’attesa per Predator: Badlands, previsto per novembre 2025. Ambientato su un pianeta remoto, promette di approfondire il legame tra le varie storie e forse mostrarci da vicino l’arena in cui si scontrano questi “killer dei killer”. Non sappiamo ancora chi tornerà e cosa ci attende, ma una cosa è certa: il franchise Predator ha trovato nuova linfa, e la caccia è appena ricominciata.
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Foto: Disney+
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