Prometheus non voleva essere un prequel di Alien. Ridley Scott l’ha sempre sottolineato, nonostante quella scena in cui lo xenomorpho esce dallo stomaco dell’Ingegnere morto. Ma è pur vero che le saghe sono più collegate di quanto il regista abbia mai lasciato intendere. E ora, con il sequel che si intitolerà Alien: Paradise Lost, il riferimento al cult sci-fi del 1979 è chiaro. Non solo in termini citazionistici, ma – e soprattutto – a livello narrativo. In questo senso, Scott ha svelato informazioni fondamentali ai microfoni di Hey U Guys: «Perché ho scelto questo titolo? Vogliamo concentrarci sul perché, il come e il quando è nata la bestia. Torneremo a esplorare il background del primo film di Alien che ho girato 30 anni fa».

Insomma, Scott non tralascerà le domande esistenziali alla base del primo Prometheus, ma guarderà indietro, alle origini della sua creatura. L’aveva già accennato di recente, ma ora sembra che il legame tra i due mondi possa essere più stretto del previsto. E a questo punto, pensando anche al nuovo Alien di Neil Blomkamp, il quadro sta assumendo un aspetto piuttosto interessante.

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