Sono bastate poche settimane perché gli incubi di Ed Gein tornassero nell’immaginario collettivo grazie alla nuova stagione di Monster, eppure la realtà italiana ha già superato gli orrori raccontati dalla serie Netflix. Una vicenda di cronaca nera avvenuta nel Mantovano ha assunto contorni così macabri e cinematografici da richiamare inevitabilmente Psycho, il capolavoro di Alfred Hitchcock ispirato proprio al famigerato assassino del Wisconsin. Ma questa volta non è fiction, e non c’è alcuna rielaborazione artistica: tutto è accaduto in un piccolo comune alle porte di Mantova, in un contesto di apparente normalità.
La storia inizia con un dettaglio burocratico: la carta d’identità scaduta di una donna che non si faceva vedere in Comune da dieci anni. Quando la “signora” si è presentata per il rinnovo a Borgo Virgilio, un paese di circa quindicimila abitanti, l’impiegata dell’anagrafe nota subito qualcosa che non torna. Il volto truccato pesantemente, il cerone che nascondeva una pelle troppo robusta, il collo insolitamente grosso, la voce femminile ma con inflessioni maschili… Come ha raccontato poi il sindaco Francesco Aporti al Corriere della Sera, quei segnali erano inequivocabili: «La pelle delle mani non sembrava quella dell’85enne che diceva di essere. E la voce, femminile sì ma ogni tanto gli scappava qualche nota da maschio».
Quel primo sospetto ha innescato un controllo incrociato delle informazioni, e lo scenario che si è delineato ha lasciato gli agenti della polizia locale senza parole. A presentarsi agli sportelli non era l’anziana Graziella Dall’Oglio, bensì il figlio 57enne, travestito con gonna lunga, rossetto, smalto, orecchini e una parrucca scura. La testata ha rilasciato una foto dell’uomo travestito e potete vederla QUI. L’uomo ha tentato di assumere l’identità della madre per completare il rinnovo del documento. Un travestimento tanto accurato quanto fragile, sufficiente solo a un colpo d’occhio distratto. «A ben vedere, dal cerone spuntavano i buchetti della barba» ha raccontato l’impiegata secondo quanto riferito dal sindaco.
Quando gli agenti gli hanno chiesto di accompagnarli nella casa in cui viveva, il quadro è diventato ancora più disturbante. In una stanza, nascosto ma non protetto dal tempo, giaceva il corpo mummificato della madre. Secondo le prime informazioni, la donna sarebbe morta nel 2022 per cause naturali. Il figlio avrebbe quindi occultato il cadavere per continuare a incassare ogni mese la pensione e le rendite immobiliari, presentando regolarmente dichiarazioni dei redditi a suo nome per un importo annuo di circa 53 mila euro. Il sindaco Aporti ha descritto la situazione come una vicenda «di grande solitudine», sottolineando come né la madre né il figlio risultassero presenti nelle banche dati sanitarie da anni, come se fossero scomparsi dalla vita pubblica ben prima della scoperta.
La combinazione di travestimenti, identità rubate, un corpo nascosto in casa e un figlio che tenta di sostituirsi alla madre morta richiama inevitabilmente Norman Bates. Ma questa volta non siamo in un motel sperduto degli anni Sessanta: siamo in Italia, oggi, di fronte a un caso che scardina il confine tra cinema e realtà, e che lascia emergere un horror quotidiano forse ancora più perturbante proprio perché vero.
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Fonte: Corriere della Sera
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