Su Netflix è disponibile da mesi una serie che continua a far parlare di sé, non tanto per il suo stile o il suo ritmo narrativo, ma per la potenza devastante del racconto. Si intitola Boy Scouts of America: Le verità nascoste (Scouts Honor: The Secret Files of the Boy Scouts of America in originale) e affronta uno dei più gravi scandali legati agli abusi su minori nella storia americana. Chi l’ha vista parla di un documentario tanto necessario quanto sconvolgente. «Non guardatelo, vi rovinerà la giornata» è una delle reazioni più diffuse, specie su piattaforme come Letterboxd, dove il disagio lasciato dalla visione è spesso al centro dei commenti.
Il documentario, diretto da Brian Knappenberger e distribuito da Netflix nel settembre 2023, ricostruisce il sistema di abusi sessuali e le strategie di insabbiamento messe in atto per decenni all’interno dei Boy Scouts of America. Lo fa partendo dai cosiddetti “Perversion Files”, un archivio segreto con migliaia di nomi di volontari segnalati per condotte inappropriate verso i ragazzi. Anziché essere denunciati, molti di questi individui sono stati protetti o allontanati in silenzio, permettendo che nuovi abusi si ripetessero. Le testimonianze delle vittime, dei loro familiari e di figure chiave come Michael Johnson – ex capo della protezione infantile dell’organizzazione – sono al centro del racconto, che non lascia spazio a ambiguità o zone grigie.
La critica ha riconosciuto il valore dirompente dell’opera. Su Rotten Tomatoes, il documentario vanta una valutazione estremamente positiva, con parole come “essenziale”, “struggente” e “sconvolgente” usate da testate come il Chicago Sun-Times. Altri osservatori, come Screenrant, sottolineano quanto sia inquietante il fatto che persino chi avrebbe dovuto vigilare sugli abusi fosse coinvolto in attività criminali. Il tono è diretto, quasi asciutto: nessuna ricostruzione visiva, nessuna drammatizzazione, solo fatti, documenti e parole che fanno male più di qualunque effetto cinematografico.
Anche il pubblico ha reagito con forza. Su Reddit sono numerosi i thread in cui si discute della serie con toni tra lo sconvolto e l’indignato. Ex membri dei Boy Scouts, genitori e spettatori casuali concordano: guardare Boy Scouts of America: Le verità nascoste è un’esperienza profondamente disturbante. C’è chi racconta di aver pensato di iscrivere il proprio figlio ai Boy Scouts e di aver cambiato idea dopo la visione; altri parlano del documentario come di un proverbiale pugno nello stomaco, un’esposizione crudele ma necessaria della realtà. Alcuni leader locali intervistati in forma anonima lamentano un declino morale dell’organizzazione e confermano che le preoccupazioni sui meccanismi interni sono reali e diffusi.
Guardare questa serie Netflix non è un’esperienza da intrattenimento. È una docuserie che inchioda lo spettatore alla realtà di un sistema che ha fallito nel suo compito più fondamentale: proteggere i più giovani. Eppure, proprio per questo, è anche una visione che lascia un segno. Non tutti se la sentono di affrontarla, e molti sconsigliano di vederla se non si è pronti ad affrontare una verità scomoda.
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