Questa serie sci-fi cancellata dopo soli 13 episodi rimane il grande rimpianto di molti fan
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Questa serie sci-fi cancellata dopo soli 13 episodi rimane il grande rimpianto di molti fan

Gli stop dopo una sola stagione non sono una novità, ma questa ha lasciato decisamente l'amato in bocca

Questa serie sci-fi cancellata dopo soli 13 episodi rimane il grande rimpianto di molti fan

Gli stop dopo una sola stagione non sono una novità, ma questa ha lasciato decisamente l'amato in bocca

un frame della serie sci-fi Almost Human

La storia della televisione, soprattutto dalla fine degli anni ’90 in avanti, è piena di serie dal potenziale enorme ma che sono tuttavia andate incontro ad una prematura e sofferta cancellazione dopo appena una manciata di episodi. In questa categoria rientra senza dubbio Almost Human, un crime sci-fi che, a distanza di anni, continua a essere rimpianto da una fetta consistente di pubblico.

Andata in onda per la prima volta su Fox nel 2013 per una sola stagione da 13 episodi, la serie si è rapidamente distinta per la sua fortissima identità e per una trama apparentemente classica che tuttavia nascondeva più di uno spunto intrigante. Ambientata nel 2048, Almost Human racconta una società in cui le forze dell’ordine affiancano a ogni agente umano un partner androide, nel tentativo di contenere un tasso di criminalità sempre più fuori controllo.

Al centro della storia troviamo John Kennex, interpretato da Karl Urban, detective segnato da un passato traumatico che lo ha reso profondamente diffidente nei confronti dell’intelligenza artificiale. Dopo aver perso una gamba e il suo partner umano durante una missione, Kennex torna in servizio con una protesi cibernetica e un nuovo compagno sintetico. O meglio, il suo primo androide viene letteralmente scaraventato via dal veicolo di pattuglia, lasciando così spazio a Dorian, interpretato da Michael Ealy, un modello più vecchio progettato per essere emotivo, empatico, e molto più vicino ai comportamenti umani.

Il rapporto tra Kennex e Dorian diventa quindi il cuore di Almost Human. Lontana dai classici procedural in cui i casi settimanali soffocano lo sviluppo dei personaggi, la serie costruisce lentamente un legame credibile e sfaccettato tra i due protagonisti. Dalla diffidenza iniziale si passa ad una partnership sempre più solida, che acquista sempre maggior profondità attraverso momenti che alternano ironia e riflessioni più intime.

Un elemento che contribuiva a rendere la serie unica era poi la sua estetica, come testimoniata dalla città di New Pittsburgh. Questa non si presenta come una metropoli patinata alla Star Trek, ma è immersa in un mondo sporco, tecnologicamente avanzato ma inquietantemente vicino al nostro presente, in linea con suggestioni già viste in Io, Robot. Un contesto perfetto per esplorare temi come il rapporto uomo-macchina, la sorveglianza e la perdita di controllo in un’epoca dominata dalla tecnologia.

Questi punti di forza non hanno tuttavia impedito ad Almost Human di finire cancellata già al termine della prima stagione. Nonostante il buon riscontro di critica e un solido zoccolo di pubblico nei primi mesi, la serie non è riuscita a soddisfare le aspettative della rete. Dopo un pilot seguito da circa 9 milioni di spettatori, gli ascolti si sono stabilizzati su cifre più basse, lontane dai numeri richiesti per garantire un rinnovo. A pesare è stato anche il budget elevato, un fattore inevitabilmente impattante per una produzione sci-fi così ambiziosa.

Insomma, si tratta di una cancellazione che, dato il potenziale della serie, ha lasciato l’amaro in bocca a molti fan, i quali non possono fare a meno di chiedersi cosa avrebbe potuto diventare con più tempo a disposizione, soprattutto sul fronte dello sviluppo narrativo e dei personaggi. In un’epoca in cui revival e reboot sono all’ordine del giorno, l’idea di una seconda vita per Almost Human tuttavia non sembrerebbe poi così improbabile.

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Foto: MovieStillsDB

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