Questo dimenticato thriller di 50 anni fa ambientato in Italia è uno dei preferiti di Quentin Tarantino
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Questo dimenticato thriller di 50 anni fa ambientato in Italia è uno dei preferiti di Quentin Tarantino

Per il regista e super cinefilo, è uno dei migliori film realizzati dalla vecchia Hollywood

Questo dimenticato thriller di 50 anni fa ambientato in Italia è uno dei preferiti di Quentin Tarantino

Per il regista e super cinefilo, è uno dei migliori film realizzati dalla vecchia Hollywood

the human factor è uno dei thriller preferiti da tarantino

Quentin Tarantino ha sempre avuto gusti cinematografici precisi, personali e sorprendentemente eclettici. Non stupisce che, in più occasioni, abbia definito Non aprite quella porta il miglior film della storia del cinema. Allo stesso tempo, la sua ammirazione si estende a opere più oscure e dimenticate, che spesso cita come fonte di ispirazione. Tra queste, una spicca in modo particolare: The Human Factor, un revenge thriller del 1975 passato quasi inosservato, ma che Tarantino considera uno dei più grandi esempi del genere.

Diretto da Edward Dmytryk, autore di classici come Il ribelle del porto e L’ammutinamento del Caine, The Human Factor (in italiano: Il giustiziere) è l’ultima opera del regista. Un film atipico per l’epoca e per Hollywood, in cui il cinema d’azione si mescola con l’estetica italiana degli exploitation movie, a partire dall’ambientazione: Napoli.

Protagonista del film è George Kennedy, attore noto per i ruoli in Cool Hand Luke, Airport e Thunderbolt and Lightfoot, qui impegnato in un raro ruolo da protagonista nei panni di John Kinsdale, un impiegato della NATO la cui famiglia viene brutalmente assassinata da un gruppo terroristico. Da quel momento, l’uomo si trasforma in un implacabile vendicatore, pronto a tutto pur di trovare i responsabili e farsi giustizia da solo. Un classico schema da revenge movie, sì, ma con uno stile che Tarantino ha descritto come «una delle migliori “last movies” mai realizzate da un regista della vecchia Hollywood».

The Human Factor è un film di frontiera, nato dalla collaborazione tra USA, Regno Unito e Italia, arricchito da elementi che lo rendono unico: scene girate in esterni a Napoli, una fotografia sporca e ruvida, e soprattutto le musiche firmate da Ennio Morricone, che aggiungono tensione e pathos a ogni sequenza. Morricone, del resto, è una delle grandi passioni di Tarantino, che lo ha voluto per The Hateful Eight, film per cui il compositore vinse l’Oscar.

Nel suo libro Cinema Speculation e nel podcast The Video Archives Podcast, Tarantino ha elogiato il film con entusiasmo, definendolo «un classico revenge-o-matic in tutto e per tutto» e riconoscendolo come uno dei primi esempi moderni del genere che più ha influenzato la sua carriera. Ed è proprio questo mix di azione, vendetta e stile che rende The Human Factor un film da riscoprire: per gli appassionati del cinema anni ’70, per chi ama i racconti di giustizia privata, ma anche per chi vuole scoprire da dove nasce il cinema di Tarantino.

Ancora oggi e nonostante alcuni difetti, The Human Factor è un concentrato di tensione, ritmo e atmosfera. E se Tarantino lo considera un punto di riferimento, vale decisamente la pena recuperarlo.

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