Questo film è il primo live-action italiano basato su un manga giapponese
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Questo film è il primo live-action italiano basato su un manga giapponese

Un adattamento sorprendente che incrocia manga, denuncia sociale e realtà italiana, aprendo una strada finora inesplorata per il nostro cinema di genere

Questo film è il primo live-action italiano basato su un manga giapponese

Un adattamento sorprendente che incrocia manga, denuncia sociale e realtà italiana, aprendo una strada finora inesplorata per il nostro cinema di genere

immagine dal film italiano prophecy

Negli ultimi anni il cinema italiano ha mostrato un’attenzione sempre più marcata verso linguaggi e immaginari globali, cercando di dialogare con il pubblico più giovane e con le forme narrative nate altrove. In questo contesto si inserisce Prophecy, progetto che segna un passaggio simbolico e industriale non secondario: è infatti il primo film live-action italiano tratto da un anime giapponese di successo, nello specifico dall’omonimo manga di Tetsuya Tsutsui, autore già noto per titoli come Reset e Poison City. Un’operazione ambiziosa, che prova a tradurre per il pubblico italiano un racconto profondamente radicato nella contemporaneità digitale.

Diretto da Jacopo Rondinelli – che abbiamo intervistato per voiProphecy sposta l’azione dal Giappone all’Italia, scegliendo Torino come scenario principale e adattando i temi del manga a una realtà sociale riconoscibile. Al centro della storia ci sono Giona e Ade, due giovani sviluppatori informatici che realizzano un software in grado di prevedere l’andamento dei mercati finanziari. L’idea, apparentemente rivoluzionaria, viene però sottratta loro da un potente investitore, lasciandoli senza prospettive e costringendoli a sopravvivere come riders. Da qui nasce la trasformazione di Giona in “Paperboy”, un misterioso giustiziere mascherato che, coprendosi il volto con un foglio di giornale, pubblica video virali per smascherare abusi, ingiustizie e ipocrisie del sistema.

La trama ricalca fedelmente l’impianto narrativo dell’opera originale, pur rielaborandolo per il contesto italiano. Nel manga di Tsutsui, Prophecy era una feroce critica alla società dell’informazione, alla spettacolarizzazione del dolore e al potere incontrollato dei media online. Il film mantiene intatto questo nucleo tematico, declinandolo attraverso problemi molto vicini al presente italiano: il precariato giovanile, il mito delle start-up, l’illusione della meritocrazia e la condizione dei lavoratori invisibili della gig economy. L’identità di Paperboy diventa così non solo un simbolo di vendetta personale, ma anche un megafono per un malessere collettivo.

Il cast è guidato da Damiano Gavino nel ruolo di Giona, affiancato da Haroun Fall nei panni di Ade e da Denise Tantucci. Completano il quadro interpreti come Ninni Bruschetta e Federica Sabatini, inseriti in una produzione che punta su un’estetica contemporanea e su un ritmo vicino al thriller tecnologico. La sceneggiatura è firmata da Paolo Bernardelli e Andrea Sgaravatti, con il coinvolgimento diretto dello stesso Tsutsui, elemento che sottolinea la volontà di rispettare lo spirito dell’opera originale.

Distribuito come evento speciale nelle sale italiane dal 24 al 26 marzo 2025, Prophecy rappresenta un caso quasi unico nel panorama nazionale, aprendo la strada a possibili nuove contaminazioni tra cinema italiano e fumetto giapponese. Oggi il film è disponibile anche su Disney+, ampliando ulteriormente il suo potenziale pubblico e confermando l’interesse delle piattaforme per progetti che uniscono radici locali e immaginari globali. In questo senso, Prophecy non è solo un adattamento, ma un esperimento che guarda al futuro del cinema di genere italiano.

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