Nel 2011, un piccolo gruppo di cineasti indipendenti australiani ha deciso di riscrivere le regole del cinema horror. Con un budget ridotto, una campagna di crowdfunding e una distribuzione rivoluzionaria via BitTorrent, hanno dato vita a un film che, ancora oggi, molti considerano uno dei found footage più disturbanti mai realizzati.
Il film si intitola The Tunnel, e ha saputo conquistare una crescente schiera di appassionati in tutto il mondo. A più di dieci anni dalla sua uscita, è ancora tra i titoli più consigliati dai cultori del genere, e non è difficile capirne il motivo: nonostante la semplicità della messa in scena, riesce a generare un senso di terrore autentico e costante.
La storia si svolge nei sotterranei di Sydney, dove una troupe televisiva si cala per indagare su un oscuro progetto governativo abbandonato senza spiegazioni. Si dice che lì sotto qualcosa si muova, qualcosa che ha a che fare con la sparizione di alcuni senzatetto. La giornalista protagonista, interpretata da Bel Deliá, guida il team in un labirinto di tunnel e rifugi antiaerei, dove la missione giornalistica si trasforma presto in una lotta per la sopravvivenza.
Costruito come un mockumentary, The Tunnel alterna interviste e footage recuperato, sfruttando al massimo l’ambientazione claustrofobica e reale. Il film evita tutti i difetti più frequenti del genere: non abusa dei jump scare, non giustifica male la presenza della telecamera (anzi, qui serve per illuminare l’ambiente), e non cede mai alla tentazione della spiegazione forzata. Il terrore arriva dall’invisibile, dai rumori, dalle sagome sfuggenti e da un realismo che fa sembrare ogni scena possibile.
Ma The Tunnel è anche un caso di studio in termini produttivi: finanziato grazie alla vendita dei suoi 135.000 fotogrammi a un dollaro l’uno, è stato il primo film a essere distribuito legalmente su BitTorrent. Una scelta radicale, che ha attirato milioni di spettatori e dimostrato che anche un’opera completamente indipendente può raggiungere il mondo intero — e lasciare il segno.
Con una valutazione del 100% su Rotten Tomatoes e un posto d’onore in molte classifiche di horror found footage da recuperare, The Tunnel è la prova che, con idee chiare e coraggio produttivo, si può fare cinema di genere di altissimo livello anche lontano dalle grandi major. E se non l’avete ancora visto, è arrivato il momento di scendere anche voi, una torcia in mano, nei tunnel dove il buio non è mai davvero vuoto.
Leggi anche: «Il Rosemary’s Baby moderno»: in questo agghiacciante horror, la gravidanza diventa un incubo psicologico
Fonte: CBR
© RIPRODUZIONE RISERVATA