Ogni settimana, l’algoritmo di Netflix riesce a sorprendere con titoli che, nonostante un’accoglienza critica tutt’altro che lusinghiera, scalano le classifiche internazionali diventando fenomeni globali. È il caso di un nuovo thriller psicologico arrivato in sordina, con pochissima promozione e una produzione completamente europea, ma che in pochi giorni ha conquistato la vetta delle classifiche sia in Italia che nel resto del mondo. Si intitola Brick ed è disponibile sulla piattaforma dal 10 luglio.
Prodotto in Germania e diretto da Philip Koch, Brick racconta la storia di una giovane coppia in crisi, Tim e Olivia, interpretati rispettivamente da Matthias Schweighöfer e Ruby O. Fee. Dopo un litigio notturno, Olivia tenta di lasciare l’appartamento, ma si ritrova davanti un inspiegabile muro di mattoni che blocca la porta. Nessun attrezzo riesce ad abbatterlo e, ben presto, i due scoprono di non essere gli unici intrappolati: anche gli altri inquilini del palazzo sono isolati, murati vivi dentro le loro case da un’entità misteriosa e invisibile. Ha inizio così una disperata corsa per la sopravvivenza, tra tensioni psicologiche, alleanze precarie e una claustrofobia crescente.
Il successo di Brick è sorprendente, soprattutto alla luce delle reazioni tutt’altro che entusiaste da parte della critica e del pubblico. Su Rotten Tomatoes, il film raccoglie appena il 31% di recensioni positive da parte dei critici, e solo il 28% di gradimento sul Popcornmeter. Anche su Metacritic il punteggio si attesta nella fascia “mixed or average”, con un 67% che riflette un’opinione generale piuttosto tiepida.
Le recensioni sono divise. Una testata descrive il film come «una scatola-puzzle distorta con una soluzione per lo più soddisfacente», paragonandolo a «una escape room dall’inferno». Un’altra, molto più critica, suggerisce di saltarlo, definendolo «un thriller pseudo-filosofico go-nowhere, che aspira all’intellettuale ma senza profondità narrativa». Qualcuno lo accosta addirittura a un episodio esteso di Ai confini della realtà, parlando di «un thriller del tipo “cosa diamine sta succedendo”, che funziona proprio grazie alla sua assurdità di fondo». Meno indulgente è chi ne critica lo sviluppo prevedibile e i dialoghi ridondanti, affermando che il film «parte da un’idea interessante, ma si perde nel voler spiegare troppo».
Anche il pubblico si divide. Su Letterboxd, un utente scrive: «Coppia tedesca contro un muro in un thriller Netflix soddisfacente. L’idea è simpatica, ma il film è un po’ vuoto». Un altro commenta in modo tagliente: «Sembra un invito personale da parte di Matthias Schweighöfer e Netflix a cancellare il mio abbonamento. Spazzatura assoluta». C’è chi, più equilibratamente, assegna al film tre stelle su cinque, sottolineando che «il mistero e la dinamica tra gli inquilini reggono bene per buona parte della durata».
Non è la prima volta che un film originale Netflix riceve critiche pesanti ma ottiene numeri record in streaming. Titoli come Red Notice, Rebel Moon e il ben più recente The Old Guard 2 hanno seguito lo stesso destino: poco amati dalla stampa specializzata, amatissimi (o perlomeno cliccatissimi) dagli utenti. Brick si inserisce perfettamente in questa tendenza, con un’idea forte, una confezione intrigante e un’atmosfera ansiogena che, nonostante i difetti, a quanto pare incuriosisce milioni di spettatori – anche in Italia.
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