Dopo Leslie Nielsen (che abbiamo ricordato con alcune delle sue performance), il cinema ha perso un altro maestro, il regista e sceneggiatore Mario Monicelli.

L’autore aveva 95 anni e soffriva di un tumore alla prostata. Da domenica era ricoverato nel reparto di urologia dell’ospedale San Giovanni di Roma e ieri sera, alle 21 circa, si è lanciato dal quinto piano del nosocomio, togliendosi la vita. Un gesto che ricorda la tragica scomparsa del padre giornalista e antifascista, Tomaso Monicelli, morto suicida nel 1946.

A tale riguardo, nel 2007, rilasciò una toccante dichiarazione al magazine Vanity Fair: «Ho capito il suo gesto. Era stato tagliato fuori ingiustamente dal suo lavoro, anche a guerra finita, e sentiva di non avere più niente da fare qua. La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena. Il cadavere di mio padre l’ho trovato io. Verso le sei del mattino ho sentito un colpo di rivoltella, mi sono alzato e ho forzato la porta del bagno. Tra l’altro un bagno molto modesto».

Probabilmente, l’insofferenza per la malattia che lo aveva colpito ha portato Mario Monicelli ha prendere la stessa strada del padre. Il regista, tuttavia, non sembra aver lasciato alcun biglietto ai suoi familiari.

Intanto, dal mondo della politica e dello spettacolo, arrivano le prime dichiarazioni di cordoglio. Ne riportiamo alcune pubblicate sul sito di Repubblica.

Il regista Carlo Lizzani: «Il suo gesto nasce anche dal fatto che era un super laico, uno che voleva gestire la sua vita fino in fondo, un gesto da lucidità giovane».

Il regista e attore Michele Placido: «Una decisione tragica che va rispettata, aveva insegnato a tutti il rispetto delle regole e della tolleranza e così se qualcuno gli avesse chiesto perché il suicidio, avrebbe risposto: saranno pure i fatti miei».

Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: «La tragica morte di Monicelli ci lascia sgomenti e ci addolora profondamente. Lascia un grande vuoto, perdiamo uno straordinario regista, autore di indimenticabili film della commedia all’italiana. Il suo suicidio ci lascia tutti attoniti, alla sua famiglia va il profondo cordoglio mio e della Regione».

L’ex sindaco di Roma, Walter Veltroni: «Era un uomo straordinario, 95 anni portati con aspra ironia, con la voglia di dire ancora qualcosa con rabbia e autorevolezza. Solo pochi giorni fa la sua voce si era levata in difesa del nostro cinema, senza retorica, con la coscienza di un maestro. Non rinunciava mai a farci pensare. Per lui, ridere e riflettere erano quasi un sinonimo».

Noi vogliamo ricordare e rendere omaggio a Mario Monicelli con una serie di clip di alcuni dei suoi più amati e noti capolavori… (Foto Kikapress)

La grande guerra (1959):

I soliti ignoti (1958):

L’armata Brancaleone (1966):

La ragazza con la pistola (1968):

Il marchese Del Grillo (1981):

Amici miei (1975):

Parenti serpenti (1992):

L’ultimo lungometraggio, Le rose del deserto (2006):


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