L’attesa per The Odyssey di Christopher Nolan ha riportato al centro dell’attenzione i numerosi tentativi compiuti dal cinema per reinterpretare il poema di Omero. Eppure, più di vent’anni prima del nuovo kolossal, un film ambientato durante la Guerra civile americana aveva già trasformato il viaggio di Ulisse in una storia di amore, sopravvivenza e ritorno a casa.
Si tratta di Ritorno a Cold Mountain, diretto da Anthony Minghella e tratto dall’omonimo romanzo pubblicato nel 1997 da Charles Frazier. Il film non è un adattamento letterale dell’Odissea, ma ne riprende la struttura, alcuni personaggi e diversi episodi fondamentali, trasportandoli nell’America della seconda metà dell’Ottocento.
Al centro della storia c’è W.P. Inman, interpretato da Jude Law, un soldato confederato che, dopo essere sopravvissuto alla sanguinosa battaglia del Cratere, decide di abbandonare il fronte e tornare a casa. Il suo unico obiettivo è raggiungere Ada Monroe, la donna amata interpretata da Nicole Kidman, dalla quale è rimasto separato per lungo tempo.
Come Ulisse, anche Inman affronta un viaggio segnato da ostacoli, tentazioni e incontri destinati a mettere alla prova la sua determinazione. La guerra non rimane sullo sfondo, ma diventa una forza costante che modifica il paesaggio, distrugge le comunità e minaccia chiunque provi a sottrarsi alle sue regole. Il parallelismo con il poema omerico è evidente, ma il film non si limita a sostituire il Mediterraneo con il territorio americano. Minghella e Frazier rielaborano liberamente il materiale originale, adattandolo a una storia più brutale, realistica e profondamente segnata dalle conseguenze del conflitto.
Una delle sequenze più chiaramente ispirate all’Odissea coinvolge Inman e il reverendo Solomon Veasey, interpretato da Philip Seymour Hoffman. I due vengono accolti da una famiglia apparentemente ospitale, ma le donne della casa cercano presto di sedurli. La scena richiama il canto delle sirene, capaci di attirare gli uomini verso la rovina attraverso il desiderio. Veasey cede immediatamente alla tentazione, mentre Inman rimane fedele ad Ada. La sua resistenza non basta però a salvarli: entrambi vengono catturati dalla Guardia confederata, una presenza minacciosa che nel film assume quasi il ruolo di una forza mitologica.
Durante il viaggio, Inman incontra diverse figure che ricordano i personaggi del poema. Un anziano cieco richiama l’indovino Tiresia, mentre la giovane vedova interpretata da Natalie Portman possiede alcuni tratti della maga Circe. Un eremita anziano assume invece una funzione vicina a quella di Atena, offrendo aiuto e protezione al protagonista. Questi riferimenti non vengono mai presentati in modo esplicito, ma emergono attraverso la struttura degli incontri e il ruolo che ogni personaggio assume nel cammino di Inman.
Il film conserva quindi l’idea di un viaggio in cui ogni tappa diventa una prova morale; il protagonista deve resistere alla paura, alla violenza e alla tentazione di abbandonare il proprio obiettivo, pur sapendo che il mondo verso cui sta tornando potrebbe non essere più quello che ricordava.
Il richiamo a Omero non riguarda soltanto Inman. Anche Ada segue un percorso che ricorda quello di Penelope, rimasta a Itaca in attesa del ritorno del marito. Nel film, la donna deve difendere la propria casa di Black Cove dalle minacce esterne e imparare a sopravvivere senza sapere se l’uomo che ama sia ancora vivo. A sostenerla arriva Ruby Thewes, interpretata da Renée Zellweger. Il personaggio aiuta Ada a trasformarsi da giovane inesperta in una donna capace di lavorare la terra e proteggere la proprietà. Per questa interpretazione, Zellweger vinse l’Oscar come miglior attrice non protagonista.
Ruby può essere accostata a Eumeo, il fedele guardiano che nell’Odissea aiuta Ulisse al suo ritorno a Itaca. In questo caso, però, il personaggio non sostiene l’eroe durante il viaggio, ma protegge la donna che lo aspetta, contribuendo a mantenere in vita la casa verso cui Inman sta tentando di tornare.
Nonostante i numerosi rimandi, Ritorno a Cold Mountain sceglie una strada profondamente diversa rispetto al testo originale; nel film non esistono divinità, creature soprannaturali o interventi miracolosi. I sogni e i presagi di Ada suggeriscono un legame quasi spirituale con Inman, ma la vicenda rimane radicata in un mondo realistico e spietato.
A differenza di Fratello, dove sei?, che utilizza l’Odissea come base per una commedia surreale e musicale, il film di Minghella sceglie un tono drammatico, violento e senza compromessi. Ne consegue una vera e propria Odissea americana, capace di modernizzare il poema senza rinunciare alla sua dimensione tragica.
23 anni prima del film di Christopher Nolan, Ritorno a Cold Mountain aveva quindi già dimostrato come il testo di Omero potesse essere trasportato in un’altra epoca e in un altro continente. Non attraverso una ricostruzione fedele del mito, ma conservando il suo nucleo più universale: il desiderio di tornare a casa e il prezzo che ogni viaggio impone a chi lo affronta.
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