Chi dice che le conferenze sono monotone? Chiedetelo a Marco Mueller che è stato interrotto nel bel mezzo della presentazione alla stampa da un coro che ha intonato le note di Tutto il resto è noia in difesa del film biopic su Franco Califano, escluso dalla kermesse capitolina.

Tornando ai numeri i tempi di crisi si fanno sentire anche sul bilancio annuale della Fondazione cinema per Roma, sceso quest’anno a 8,6 milioni totali, 3 dei quali destinati al main event che il Festival rappresenta, mentre altri 3 milioni arrivano direttamente dagli sponsor. Tante le novità, non solo festivaliere. Apprendiamo infatti che Joe Dante vuole girare un film, italiano, nelle catacombe di Roma e che il prossimo Bond movie verrà girato nel Lazio insieme al remake di Ben Hur.

Nona edizione in stile People Choice Award, un’inversione di rotta, che ha condotto in maniera chiara ad “abbandonare l’ipotesi festival e a cavalcare un’ipotesi festa. Questa è la direzione che abbiamo preso a metà giugno, appena sono arrivate le conferme finanziarie che ci hanno permesso di procedere alla selezioneafferma Muller.
Apriranno e chiuderanno due opere italiane Soap Opera e Andiamo a quel paese perché, continua Muller, “se la sterzata è verso la festa perché non rivendicare la commedia garbata e lo spirito del cinema comico italiano?”.

Presentato in parte anche il programma, che il direttore stesso definisce schizofrenico. Si alterneranno infatti talent italiani e internazionali, facendo vivere nella stessa giornata atmosfere diverse. Il day one vedrà protagonisti le stelle della commedia italiana con Soap Opera mentre a poche ore di distanza, nell’anniversario della deportazione degli ebrei romani dal ghetto, verrà presentata la prima mondiale del film tedesco sui primi modi xenofobi della Germania unificata. Il programma continuerà domenica con Rooney Mara e i protagonisti di Trash il sabato, il ritorno di Richard Gere la domenica e la presenza di alcuni degli interpreti di Gone Girl – L’amore Bugiardo lunedì, insieme agli Spandau Ballet.

Muller sembra convinto del cambiamento. Ci sarà il prossimo anno per l’edizione decennale vista la scadenza del contratto il 31 dicembre? Non si sa, ma citando I Mercenari afferma che anche nelle saghe il cambio in regia garantisce il contenuto. A tal proposito inoltre vorrebbe chiamare Stallone per far fare un provino ne I Mercenari 5 al suo staff tecnico, capace di lavorare senza sosta e trovare i prodotti migliori in poco tempo: “Le presenze di divismo che permetteranno al festival di vivere ci sono tutte. Spetta ora al pubblico decidere, perché il festival o meglio la festa ormai appartiene a loro.

 

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