Ryan Gosling come Ghost Rider nell'MCU: scelta giusta?
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Ryan Gosling sarà Ghost Rider nell’MCU, scelta giusta? Perché sì e perché no

L'annuncio ha entusiasmato i fan, ma solleva anche dubbi sul futuro dei cinecomic e sulla sempre più evidente dipendenza degli studios dalle solite grandi star

Ryan Gosling sarà Ghost Rider nell’MCU, scelta giusta? Perché sì e perché no

L'annuncio ha entusiasmato i fan, ma solleva anche dubbi sul futuro dei cinecomic e sulla sempre più evidente dipendenza degli studios dalle solite grandi star

ryan gosling e ghost rider

Marvel Studios ha approfittato del San Diego Comic-Con 2026 per mettere sul tavolo alcune delle carte più importanti del proprio futuro. Accanto al grande panel di Avengers: Doomsday, segnato dalla presenza di Robert Downey Jr. e degli altri protagonisti del nuovo crossover, Kevin Feige ha ufficializzato il film dedicato a Ghost Rider, previsto nelle sale nel 2028. A interpretare lo Spirito della Vendetta sarà Ryan Gosling, mentre dietro la macchina da presa ci sarà Shawn Levy, già regista di Deadpool & Wolverine e collaboratore dell’attore in Star Wars: Starfighter. Un annuncio accolto con entusiasmo, ma che solleva anche una domanda inevitabile: è la scelta giusta per il personaggio? 

Ryan Gosling desiderava da tempo interpretare Ghost Rider

Il primo elemento a favore del casting riguarda il coinvolgimento personale di Gosling. L’attore non è stato semplicemente scelto da uno studio alla ricerca di un nome importante da associare al progetto: da tempo aveva espresso il desiderio di interpretare Ghost Rider, indicandolo come il personaggio Marvel al quale era maggiormente interessato.

Vedere un interprete spendersi attivamente per ottenere una parte rappresenta spesso un buon punto di partenza, soprattutto quando si tratta di figure provenienti dai fumetti, per le quali la comprensione del tono e dell’identità può fare la differenza. Non garantisce automaticamente un risultato riuscito, ma suggerisce almeno la volontà di affrontare il ruolo come qualcosa di più di un normale incarico contrattuale.

Le caratteristiche di Gosling sono adatte a Johnny Blaze

Resta ancora da chiarire quale incarnazione dello Spirito della Vendetta arriverà nel Marvel Cinematic Universe. L’ipotesi più immediata è Johnny Blaze, già portato sul grande schermo da Nicolas Cage, ma Marvel non ha confermato ufficialmente l’identità del protagonista. Qualora la scelta dovesse ricadere proprio su Blaze, Gosling avrebbe caratteristiche interessanti per interpretarlo. Il personaggio è uno stuntman motociclistico che, dopo aver stretto un patto dalle conseguenze devastanti, si ritrova legato al demone Zarathos. Dietro il teschio infuocato si nasconde quindi un uomo consumato dal senso di colpa, combattuto tra il desiderio di liberarsi dalla maledizione e l’obbligo di punire chi ha commesso il male.

È un conflitto che richiede qualcosa di più della sola presenza fisica. Gosling ha costruito gran parte della sua carriera sulla capacità di raccontare personaggi introversi, tormentati e spesso pericolosi senza affidarsi a lunghi monologhi. In Drive ha trasformato silenzi e gesti trattenuti in una minaccia costante, mentre Come un tuono gli ha permesso di lavorare sulla disperazione e sull’autodistruzione di un motociclista disposto a superare ogni limite. Film come The Nice Guys e Barbie hanno inoltre dimostrato la sua efficacia nella commedia e nell’autoironia. Sono qualità che potrebbero aiutare Ghost Rider a evitare sia l’eccessiva cupezza sia il rischio opposto di diventare una semplice attrazione digitale.

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I film Marvel hanno bisogno di tornare a essere grandi eventi

C’è poi una ragione più strettamente industriale. I progetti Marvel sembrano avere sempre più bisogno di essere percepiti come grandi eventi per attirare il pubblico nelle sale. Il ritorno di Robert Downey Jr., questa volta nei panni di Victor von Doom, e quello di Chris Evans in Avengers: Doomsday indicano chiaramente la volontà di affidarsi a volti capaci di generare immediatamente attenzione.

In questo contesto, Gosling rappresenta una scelta quasi perfetta: è riconoscibile, trasversale e reduce da una fase della carriera che ne ha rafforzato ulteriormente la popolarità. Il suo nome permette di presentare Ghost Rider non come un progetto laterale, ma come uno dei titoli principali della nuova programmazione Marvel.

Un fantacasting efficace, ma forse troppo prevedibile

Proprio questa strategia introduce però il primo grande dubbio. Il casting ha il sapore di un fantacasting diventato realtà, una soluzione efficace sul piano promozionale ma anche piuttosto prevedibile. Gosling è uno dei nomi che il pubblico associa da anni ai possibili nuovi ingressi nei cinecomic e sceglierlo significa assecondare un desiderio già ampiamente diffuso, senza correre particolari rischi.

Marvel avrebbe potuto sfruttare Ghost Rider per scoprire un interprete meno conosciuto, costruendo una nuova star insieme al personaggio, come avvenuto in passato con diversi protagonisti del suo universo, come ad esempio Tom Holland. Puntare su un volto meno affermato avrebbe probabilmente reso il progetto più rischioso, ma avrebbe anche permesso al personaggio di occupare il centro della scena senza essere immediatamente sovrastato dalla notorietà del protagonista.

Il rischio che la star diventi più importante del personaggio

Affidarsi sempre agli attori più celebri del momento può inoltre limitare la capacità dei franchise di costruire una propria identità. Quando una star molto riconoscibile entra in un universo cinematografico, il pubblico tende inevitabilmente a vedere prima l’attore e soltanto dopo il personaggio.

Il rischio è che il film venga percepito come “il Ghost Rider di Ryan Gosling” ancora prima di stabilire quale versione dell’antieroe voglia raccontare, quale tono intenda adottare e quale spazio avrà all’interno del Marvel Cinematic Universe. Il nome dell’attore garantisce attenzione, ma potrebbe anche condizionare la scrittura e la promozione, spingendo il progetto a modellarsi maggiormente sulla sua immagine pubblica.

Ryan Gosling e Scarlett Johansson stanno cannibalizzando i franchise?

Il caso di Gosling si inserisce inoltre in una tendenza hollywoodiana più ampia. Un gruppo ristretto di interpreti sembra destinato a muoversi continuamente da un grande marchio all’altro. Scarlett Johansson, per esempio, è stata per anni il volto di Vedova Nera nell’universo Marvel, ha assunto il ruolo principale nella nuova fase di Jurassic World ed è entrata anche nel cast di The Batman – Parte II.

Si potrebbe parlare, provocatoriamente, di star che stanno “cannibalizzando i franchise”: non perché la loro presenza sia necessariamente negativa, ma perché gli studios sembrano cercare sempre gli stessi nomi per ridurre il rischio commerciale. In questo modo, però, diminuiscono le occasioni per lanciare nuovi interpreti e per permettere ai diversi universi narrativi di sviluppare identità realmente autonome.

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Ryan Gosling possiede il carisma, la versatilità e la capacità di rappresentare il tormento interiore necessari per rendere credibile Johnny Blaze, qualora fosse questa la versione scelta da Marvel. Allo stesso tempo, il suo casting conferma la crescente dipendenza degli studios da volti già affermati e immediatamente spendibili. La riuscita dell’operazione dipenderà quindi dalla capacità di Shawn Levy e dei Marvel Studios di costruire un vero personaggio attorno alla star, anziché limitarsi a utilizzare la star come principale ragione d’esistenza del film.

Foto: Amy Sussman/Getty Images

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