Sam Neill morto per pneumonia: cos’è e perché è pericolosa
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Sam Neill, svelata la causa di morte: cos’è la pneumonia e quali rischi comporta

L'agente della star di Jurassic Park ha chiarito la causa di morte, avvenuta dopo la remissione dal linfoma annunciata solo pochi mesi fa

Sam Neill, svelata la causa di morte: cos’è la pneumonia e quali rischi comporta

L'agente della star di Jurassic Park ha chiarito la causa di morte, avvenuta dopo la remissione dal linfoma annunciata solo pochi mesi fa

sam neill in primo piano

La morte di Sam Neill ha lasciato un vuoto profondo nel mondo del cinema, che per oltre cinquant’anni ha riconosciuto nell’attore neozelandese uno dei suoi interpreti più versatili e amati. Dopo l’annuncio della sua scomparsa, avvenuta improvvisamente a Sydney all’età di 78 anni, il suo storico rappresentante ha deciso di rendere pubblica la causa del decesso, intervenendo per correggere le informazioni inesatte circolate nelle ore precedenti.

Sam Neill è morto a causa di una “pneumonia”, parola utilizzata nelle comunicazioni diffuse dalla stampa internazionale. Non si tratta, però, di una patologia differente o poco conosciuta: “pneumonia” è semplicemente il termine inglese corrispondente all’italiano polmonite, un’infezione dell’apparato respiratorio che può assumere forme molto diverse per origine, gravità e decorso.

Confermata la causa di morte di Sam Neill

A confermare la causa della morte è stato Philip Grenz, agente dell’interprete del dottor Alan Grant nella saga di Jurassic Park. Dopo essersi confrontato con la famiglia, il rappresentante ha scelto di intervenire per smentire quelle che ha definito inesattezze e falsità apparse sui media. «Sam è morto di polmonite. Prima di ammalarsi, Sam aveva combattuto valorosamente e sconfitto il linfoma attraverso un nuovo trattamento chiamato terapia CAR-T», ha dichiarato Grenz.

La precisazione permette di distinguere la causa del decesso dalla malattia oncologica affrontata dall’attore negli ultimi anni. Neill aveva ricevuto nel 2022 la diagnosi di una rara forma di tumore del sangue e si era successivamente sottoposto a diversi trattamenti, fino a raggiungere la remissione grazie alla terapia CAR-T. La famiglia aveva descritto la sua morte come «improvvisa e inaspettata», mentre il suo agente ha confermato che il linfoma era stato sconfitto prima dell’insorgenza dell’infezione respiratoria.

Pneumonia o polmonite: di cosa si tratta

Dal punto di vista medico, la polmonite è un’infezione che interessa il tessuto di uno o di entrambi i polmoni. Al centro del processo ci sono gli alveoli, minuscole sacche d’aria nelle quali avviene lo scambio tra l’ossigeno respirato e l’anidride carbonica trasportata dal sangue. Quando si sviluppa una polmonite, gli alveoli si infiammano e possono riempirsi di liquido o materiale purulento, rendendo progressivamente più difficile il passaggio dell’ossigeno nel sangue.

La malattia può essere provocata da diversi agenti infettivi. Le cause più frequenti sono batteriche e virali, ma esistono anche forme dovute a funghi, maggiormente riscontrabili nelle persone con difese immunitarie compromesse. Un’altra possibile forma è la polmonite da aspirazione, che può verificarsi quando cibo, saliva, vomito o altre sostanze entrano accidentalmente nelle vie respiratorie invece di raggiungere l’esofago e lo stomaco.

Non tutte le polmoniti presentano lo stesso grado di pericolosità. Alcune possono essere curate a casa sotto controllo medico, mentre altre richiedono il ricovero ospedaliero e un supporto respiratorio. A determinare la gravità contribuiscono il microrganismo responsabile, l’estensione dell’infezione, la rapidità con cui viene iniziato il trattamento e soprattutto le condizioni generali della persona colpita.

Sintomi e pericoli della malattia

I sintomi più comuni comprendono tosse, febbre, brividi, difficoltà respiratoria, dolore al torace e produzione di catarro. Possono inoltre comparire stanchezza intensa, sudorazione, perdita di appetito e accelerazione del battito cardiaco. Il dolore toracico tende in alcuni casi a peggiorare durante un respiro profondo o con i colpi di tosse, a causa dell’irritazione dei tessuti che rivestono i polmoni. Nelle persone anziane, tuttavia, i segnali possono essere meno evidenti. La febbre potrebbe non presentarsi oppure rimanere contenuta, mentre l’infezione può manifestarsi inizialmente attraverso debolezza, sonnolenza, confusione mentale o un improvviso peggioramento delle condizioni generali. Questa sintomatologia meno riconoscibile può ritardare la diagnosi e contribuire alla rapida evoluzione della malattia.

L’età rappresenta uno dei principali fattori di rischio, insieme alla presenza di patologie croniche respiratorie o cardiache, al fumo e all’indebolimento del sistema immunitario. Le difese dell’organismo possono risultare compromesse da alcune malattie, dall’assunzione di farmaci immunosoppressori o dai trattamenti impiegati contro determinate forme di tumore. Questo non significa automaticamente che ogni paziente oncologico svilupperà una forma grave, ma che la capacità di contrastare l’infezione può essere inferiore. Quando la polmonite diventa grave, l’accumulo di liquido negli alveoli impedisce ai polmoni di ossigenare adeguatamente il sangue. Può così svilupparsi un’insufficienza respiratoria, rendendo necessaria la somministrazione di ossigeno o, nei casi più critici, il ricorso alla ventilazione meccanica. L’infezione può inoltre raggiungere il sangue e provocare una sepsi, una risposta generalizzata dell’organismo capace di danneggiare rapidamente organi e tessuti.

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Prima della malattia che ne ha causato la morte, Neill era rimasto professionalmente attivo. Il suo agente ha riferito che nell’ultimo anno aveva girato quattro progetti consecutivi, destinati a essere distribuiti nei prossimi mesi. L’informazione clinica ufficialmente confermata dalla famiglia e dal rappresentante resta quella indicata nel comunicato: l’attore aveva superato il linfoma, mentre il decesso è stato provocato da una pneumonia, ovvero da una polmonite.

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