Se siete fan degli spaghetti western, questa è la serie di cui non sapevate di aver bisogno
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Se siete fan degli spaghetti western, questa è la serie di cui non sapevate di aver bisogno

Pochi ricordano questo sanguinario show capace di giocare con gli archetipi del genere e di spingerli oltre il limite

Se siete fan degli spaghetti western, questa è la serie di cui non sapevate di aver bisogno

Pochi ricordano questo sanguinario show capace di giocare con gli archetipi del genere e di spingerli oltre il limite

un frame della serie western That Dirty Black Bag
Dopo il successo di Yellowstone, verrebbe naturale pensare che una serie western originale e capace di reinterpretare il genere in modo originale potesse trovare facilmente il proprio posto nel mondo della serialità. Eppure, non è affatto andata così per That Dirty Black Bag, serie targata AMC+ che, nonostante l’ottima accoglienza della critica, è passata decisamente in sordina, al punto da essere cancellata dopo una sola stagione.
 
Composta da otto episodi, la serie creata da Mauro Aragoni, Silvia Ebreul e Marcello Izzo si pone come una vera e propria rivisitazione degli spaghetti western, al punto da essere stata girata – come da tradizione – tra Italia e Spagna, con alcune sequenze realizzate anche in Marocco. La formula è tuttavia stata adattata per il pubblico contemporaneo, dando vita a un western decisamente più violento e sopra le righe non adatta agli spettatori più impressionabili. Non devi quindi sorprendere che la serie presenti uno dei personaggi più sanguinari mai apparsi in un western. Ma andiamo con ordine.
Al centro della storia troviamo infatti Arthur McCoy (Dominic Cooper), sceriffo con un passato da fuorilegge di Greenvale, una ex cittadina mineraria in mezzo al deserto, e lo spietato Red Bill (Douglas Booth), cacciatore di taglie con un’abitudine decisamente particolare: decapita le proprie vittime e porta le loro teste con sé all’interno del sacco nero che dà il titolo alla serie. Le loro strade si incrociano quando Red Bill arriva in città per riscuotere una taglia legata a un recente omicidio, con McCoy si rifiuta di pagarlo, innescando una faida destinata a durare otto giorni.Come se non bastasse, Red brama vendetta verso un uomo con un coltello Bowie con un occhio inciso sul manico. Intanto, sull’altro versante, McCoy si imbatte in un convoglio di rangers sterminato dai banditi, dal quale sottrae duecentomila dollari. Nel mentre, la serie amplia progressivamente il proprio universo introducendo gli abitanti di Greenville, tutti caratterizzati da storie, ambizioni e segreti personali.

That Dirty Black Bag è un prodotto decisamente oscuro e non ha alcuna paura di spingersi oltre i limiti, come testimoniato dalla numerose decapitazioni presenti nella serie. Nonostante la violenza estrema, la serie non ha alcuna difficoltà a conservare quell’anima volutamente sopra le righe che ha reso celebri gli spaghetti western. Non pretende certo di riscriverne le regole, ma riesce a giocare con l’eredità del filone cinematografico trasformandone l’eredità in una corsa “sporca”, cupa e tuttavia sorprendentemente divertente.

Purtroppo, dopo il debutto su AMC+ nel marzo 2022, la serie non è riuscita a conquistare un pubblico abbastanza numeroso da garantirsi un futuro. Una sorte che contrasta fortemente con l’entusiasmo suscitato dalla critica, come testimoniato dal considerevole 80% di recensioni positive messo a segno su Rotten Tomatoes. Insomma, grazie a interpretazioni convincenti, una fotografia affascinante e un’identità visiva molto marcata, That Dirty Black Bag rimane una delle serie western più sottovalutate degli ultimi anni e che meriterebbe decisamente di essere riscoperta, soprattutto dai fan degli spaghetti western.

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Foto: MovieStillsDB

Fonte: SlashFilm

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