Se siete stanchi di serie post-apocalittiche deprimenti, questa è perfetta per voi
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Se siete stanchi di serie post-apocalittiche deprimenti, questa è perfetta per voi

Tutto parte da una pandemia che decima l'umanità, ma in questo caso c'è spazio per cose diverse da brutalità e disperazione

Se siete stanchi di serie post-apocalittiche deprimenti, questa è perfetta per voi

Tutto parte da una pandemia che decima l'umanità, ma in questo caso c'è spazio per cose diverse da brutalità e disperazione

immagine dalla serie netflix sweet tooth

Film e serie post-apocalittiche, da sempre, non sono esattamente sinonimo di leggerezza. Anzi, molto spesso questo tipo di storie accompagna il pubblico in mondi devastati, segnati da epidemie, catastrofi e dal progressivo collasso della civiltà, dove la sopravvivenza prende il posto di qualsiasi slancio verso il futuro. È un immaginario cupo, spesso affascinante, ma quasi sempre dominato da disperazione, violenza e perdita. Eppure esiste una serie che, pur partendo dagli stessi presupposti, sceglie una strada diversa. Si trova su Netflix e riesce a raccontare la fine del mondo senza rinunciare del tutto alla speranza: si tratta di Sweet Tooth.

La trama di Sweet Tooth

La serie è ambientata in un futuro in cui una pandemia ha spazzato via gran parte della popolazione adulta, lasciando dietro di sé paura, caos e un’umanità sempre più ossessionata dalla ricerca di una cura. In questo stesso scenario, però, iniziano a nascere bambini ibridi, metà umani e metà animali, creature misteriose che diventano subito oggetto di sospetto, paura e persecuzione. Al centro del racconto c’è Gus, un ragazzino con tratti da cervo cresciuto lontano dal mondo, in una foresta che per anni ha rappresentato il suo unico rifugio. Quando la sua esistenza protetta si interrompe, il protagonista si ritrova costretto a intraprendere un viaggio pericoloso attraverso un’America trasformata, accompagnato da Jepperd, un uomo schivo e segnato dal passato che finirà per diventare una figura fondamentale nel suo percorso.

È proprio lungo questo cammino che Sweet Tooth, prodotta da Robert Downey Jr., costruisce la sua identità. La serie non rinuncia agli elementi più classici del genere: ci sono la paura del contagio, la diffidenza tra i superstiti, la brutalità di chi è disposto a tutto pur di salvarsi. Ma dentro questo impianto narrativo introduce anche una sensibilità diversa, quasi fiabesca, che cambia completamente il tono del racconto. Il mondo che mette in scena resta ferito e pericoloso, ma non è mai privo di meraviglia. La natura torna a occupare spazio, i colori hanno un ruolo importante nella costruzione dell’atmosfera e soprattutto i giovani personaggi ibridi diventano il simbolo di una possibile rinascita, non solo biologica ma anche morale.

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Perché vederla su Netflix

Sweet Tooth è una serie Netflix che si distingue davvero da molte altre produzioni post-apocalittiche degli ultimi anni. Non nega il dolore né addolcisce del tutto la durezza del suo universo, ma prova costantemente a bilanciare l’oscurità con un’idea di futuro. Dove altre storie insistono sul cinismo e sulla distruzione, questa sceglie di lasciare spazio all’empatia, ai legami e alla possibilità che qualcosa di nuovo possa nascere dalle macerie. Anche per questo il racconto riesce a mantenere una forte accessibilità, senza perdere profondità emotiva.

Altro elemento non secondario è che Sweet Tooth ha potuto sviluppare il proprio percorso in tre stagioni, arrivando a una conclusione compiuta. Spesso ormai molte storie si interrompono troppo presto, ma questa serie è riuscita invece a portare a termine il viaggio dei suoi personaggi e a chiudere il cerchio in modo soddisfacente. Ed è forse proprio questa sua natura completa, insieme al tono più caldo e fiducioso, a renderla una visione ideale per chi cerca un racconto post-apocalittico capace di emozionare senza sprofondare continuamente nella disperazione.

Il trailer della serie

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