La serie mistery The Society tormenta ancora gli utenti Netflix
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Dopo 7 anni, il finale di questa acclamata serie mistery tormenta ancora gli utenti Netflix

Ad oggi sono in molti a considerarla uno dei più grandi rimpianti della moderna serialità televisiva

Dopo 7 anni, il finale di questa acclamata serie mistery tormenta ancora gli utenti Netflix

Ad oggi sono in molti a considerarla uno dei più grandi rimpianti della moderna serialità televisiva

un frame della serie The Society

Nel 2019 approdò piuttosto in sordina su Netflix una serie che, sebbene non portasse con sé un particolare carico di hype, ci mise ben pochi episodi ad affermarsi come una delle sorprese televisive più intriganti dell’anno.

Con un irresistibile mix di thriller, fantascienza e dramma adolescenziale, The Society ha catturato l’attenzione degli utenti riportando in auge l’espediente del cliffhanger in ogni episodio e con una premessa narrativa decisamente suggestiva. Tuttavia, a sette anni di distanza dalla sua fine, ciò che tormenta ancora gli spettatori non è soltanto la cancellazione della serie, ma soprattutto quel finale rimasto in sospeso e mai più risolto. Ma andiamo con ordine.

La trama della serie vede al suo centro un gruppo di adolescenti tornare da una gita scolastica per scoprire che la propria cittadina è completamente deserta. Niente genitori, niente insegnanti, nessuna autorità. Solo loro. Come se il mondo degli adulti fosse sparito da un momento all’altro. La situazione si fa poi ancora più inquietante quando i ragazzi si rendono conto di non poter lasciare la città, con le strade sembrano condurre nel nulla e ogni contatto con l’esterno diventa impossibile.

Da quel momento la serie smette rapidamente di essere “solo” un mistery soprannaturale, spostando il focus sul modo in cui questi ragazzi cercano di costruire una nuova società partendo dal caos e muovendosi tra regole, gerarchie, alleanze e conflitti. The Society usa il linguaggio del teen drama per affrontare temi tanto adulti quanto cupi, ma si guarda bene dal suggerire l’illusione che un gruppo di adolescenti possa creare un sistema stabile senza conseguenze, tradimenti o episodi violenza.

Dietro l’impianto mystery, infatti, la serie affrontava temi come il potere, la manipolazione, le disuguaglianze sociali, il fanatismo religioso e perfino il rischio dell’autoritarismo quando la paura prende il sopravvento. Episodio dopo episodio, il clima si faceva sempre più teso, mostrando come il collasso sociale non nascesse dal caos puro, ma dalle scelte dei personaggi stessi.

Uno degli aspetti più riusciti della serie è proprio il modo in cui evita facili idealizzazioni. Allie, interpretata da Kathryn Newton, emerge gradualmente come figura centrale della storia, ma non viene mai dipinta come una leader perfetta. Sbaglia, improvvisa, prende decisioni discutibili e spesso crolla sotto il peso delle responsabilità, mostrando una fragilità che contribuisce a renderla credibile.

Poi arrivò quel finale. Un cliffhanger brutale che ribaltava completamente gli equilibri, aprendo nuovi interrogativi sul mistero centrale e lasciando i protagonisti in situazioni disperate. Era evidente che la storia stesse solo iniziando a mostrare le sue vere carte, ed è anche per questo che la cancellazione colpì così duramente il pubblico. Tuttavia la beffa fu doppia.

Curiosamente, Netflix aveva già rinnovato The Society per una seconda stagione. Le sceneggiature erano pronte, ma la pandemia di COVID-19 cambiò completamente i piani produttivi, facendo saltare il progetto. Da allora, i fan non hanno mai smesso di interrogarsi su cosa sarebbe successo dopo, e forse questo è uno dei motivi per cui, ancora oggi, la serie continua a essere ricordata come una delle cancellazioni più frustranti e dolorose dell’era streaming.

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Foto: MovieStillsDB

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